Cozzi o Antonibon-Parolin ? Scultore misterioso o modellatore migrante ? Questo è il problema. Ma loro danzano. Da secoli. In silenzio.

Per il piacere di farlo, non certo con scopi scientifici e meno che mai commerciali,

sto studiando i resti di un gruppo di porcellana che ho in prestito da un amico.

mio fronte lei 3 viso lui lacunemio fronte lui best

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo innamoramento per un’antica porcellana rotta nasce probabilmente dalla mia percezione del tempo :
sento che si sta ormai avvicinando il capo-

-linea.
Mi affascina questo relitto sopravvissuto attraverso i secoli. Mi incantano questi due ballerini
che danzano nel silenzio più assoluto, con monconi di braccia e di gambe.

Proprio questi due ballerini mi hanno suggerito, anzi mi hanno dettato un’orgia di riflessioni, divagazioni, citazioni
e letterarie masturbazioni (carissimi F&S : la diagnosi di incurabile ipertrofia prosastica me la sono già fatta da solo,
così potete risparmiarvi le vostre ciniche implacabili stroncature).

Chi proprio volesse frasi del male, può leggere
“Frammenti di porcellana. Di pensieri. Di emozioni. In silenzio”
qui :
http://www.francobellino.com/?p=2935#more-2935

D’altra parte scrivere qui, pur sapendo che nessuno mi leggerà e che chi legge mi disapproverà,
è la mia alternativa alle parole crociate su una panchina dei giardini pubblici, che qui a Rialto non ci sono,
o alle ciacoe da bàcaro a cui non sono abilitato
per il fatto di non reggere a digiuno le ombre e meno che mai lo spritz.
Certo, ci sarebbe il volontariato, ma devo confessarlo : manca la volontà. E, temo, la capacità.

Per questo gruppo di antica porcellana mi devo accontentare di ricerche sul web,
di visite a Ca’ Rezzonico, di sfogliare qualche volume. E devo soprattutto sperare che qualcuno,
Marcella Ansaldi in primis, voglia aprirsi al dialogo e giocare insieme a me –
senza nessuna valenza di expertise o di valutazione – questa innocente danza di attribuzioni.

Ad oggi ho 5 ipotesi di attribuzione per questi due imperterriti ballerini :

1° ipotesi : Geminiano Cozzi

Mi sono studiato il ponderoso catalogo ed ho a lungo meditato a Ca’Rezzonico di fronte
al gruppo nella Sala dei Pastelli, pubblicato in catalogo a pagina 330 con il numero 70.

Cozzi espostomio fronte lei 3 viso lui lacune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il gruppo Cozzi in porcellana bianca lucida ha le due figure su un piedistallo rotondo,
una bimba con in mano un coroncina di fiori seduta sul piedistallo dietro al giovane.
Il pezzo viene dalla Collezione Nazzareno Lucchese.

Cozzi esposto

 

La mano sinistra di lui poggia sul seno di lei.
Il braccio destro di lui regge dietro la schiena il braccio sinistro di lei.
Il piede destro di lui sporge dal piedistallo.
Lei ha all’orecchio destro un orecchino.

mio fronte lei 3 viso lui lacune

 

Infinitamente più elegante che nel gruppo Cozzi è il grembiule che la donna solleva nel mio frammento.

Qui lei danza, nel gruppo Cozzi lei finge di danzare, ma ha i piedi posati al suolo.
Il gruppo in mostra è molto simile, ma non è uguale.

 

Più simile come iconografia sembrerebbe il gruppo in catalogo con il numero 71,

71 fronte leimio fronte lei 3 viso lui lacune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ma qui a dissuadere dal riferimento è l’abissale differenza di qualità nel modellato.

Il pezzo numero 72 nella “Sala dell’Allegoria nuziale”:
presenta lo stesso soggetto “Ballerini”, con la stessa data “circa 1770”,
però è a colori e, secondo me, più piccolo e meno raffinato :

72 fronte luimio fronte lui best

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Molto simili i due ballerini, niente bimba e niente piedistallo. Lei non ha l’orecchino sulla guancia destra.
Non c’è confronto tra la staticità di 72 e il  dinamismo e l’eleganza danzante del mio frammento.
Lì i due giovani sono fermi, qui volano via dal piedistallo.

 

 

2° ipotesi : Nove, Manifattura Antonibon-Parolin

Devo alla scheda di Marcella Ansaldi questa seconda ipotesi.
In effetti i pezzi che propone il sito “Ceramica ‘700 veneto” a me sembrano più vicini ….

 

Antonibon 3Antonibon Parolin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

… a me sembrano più vicini che non il Cozzi come eleganza di atteggiamenti
e raffinatezza di modellato al pezzo che sto studiando.
Non così simili però dal dissuadermi dal formulare una terza ipotesi …

 

 

3° ipotesi : Scultore misterioso della manifattura Antonibon

E’ un modellatore anonimo, attivo “nei primi anni della gestione di Pasquale Antonibon, che non è Domenico Bosello
e non è Varion,  il cui impasto ceramico presenta molte impurità e che abbonda di particolari”.

Sul sito “Ceramica del 700 veneto” http://ceramica700veneto.altervista.org/
ci sono foto che chiariscono la mia ipotesi, ma che non posso pubblicare perché coperte da copyright.

Nel mio gruppo di porcellana ci sono le impurità, i particolari abbondano e sono sempre resi
con finezza di osservazione ed affettuosa partecipazione emotiva :

mio fronte lei 3 viso lui lacunemio fronte lui best

la mano di lei che regge tra le dita il lembo della gonna … la giarrettiera sulla gamba sinistra di lui con le tre corolle di fiori…
la lunga treccia di lei raccolta amorevolmente a chignon …. la nappa a fiocco sulla scarpa di lui che sporge dal piedistallo …
il leggerissimo quasi impalpabile risvolto della giacca al vento di lui …

 

4° ipotesi : Modellatore migrante

Arriva a dissuadermi da questa  avventurosa ricerca di attribuzioni Alberto, proprietario del frammento
e grande esperto di ceramiche e porcellane venete. Dice : all’epoca operai e modellatori migravano,
a volte con modelli, stampi e segreti tecnici di composizione e di impasto,
da una manifattura all’altra (Cozzi e Antonibon).
E’ perciò impossibile sulla sola base di caratteristiche stilistiche attribuire una porcellana
ad una manifattura piuttosto che ad un’altra. Lo stesso dice anche Marcella Ansaldi pagina 301
quando parla di ”elementi formali che migrano assieme ai modellatori”.

 

5° ipotes : Indagini chimiche sugli impasti

Infine si pensa oggi che solo con indagini chimiche si potrà risalire, se non al nome del plasticatore,
quantomeno alla località della manifattura. Sommando ricerche e risultati si potrebbe così nel tempo
costituire un ampio data base dei diversi impasti e vernici utilizzati in ogni manifattura.

Una volta concluso, questo studio scientifico permetterebbe di raggiungere risultati
con scarsi margini di errore e prove più attendibili.
In proposito sempre nel catalogo ‘Cozzi’ Marcella Ansaldi a pagina 302 :
“Forse il principale criterio da applicare per una corretta attribuzione di un’opera plastica in porcellana
può risultare l‘analisi scientifica … indagini chimiche non invasive che possono portare
ad attribuire un’opera con buona probabilità ad una manifattura”.

 

Rimane però sempre indefinito il nome del modellatore che quel gruppo ha creato

e che io considero il vero “autore” della scultura.

Per cui : questo è il problema e io sarei felice di ricevere da chiunque ipotesi di attribuzione

e tentativi di soluzione. Non per sapere la verità, ma per il piacere di cercarla.

 

Come è evidente non mi sono mai occupato di ceramica e porcellana in vita mia e non ne possiedo nemmeno un pezzo.

mio fronte lei 3 viso lui lacune

Ma questo frammento mi ha regalato intere giornate estive di appassionato studio e piacevolissima ricerca.
“Grazie !” innamorati ballerini !

Che la vostra danza continui per molti secoli ancora.

Nel silenzio della musica. E soprattutto nel mio.

 

Post Scriptum

 

Proprio oggi un carissimo amico che vuole restare anonimo mi scrive queste  preziose notizie :

 

caro Franco,

potevamo lasciare ancora i ballerini nel buio dell’armadio?

No, non potevamo.

Ho letto con interesse e passione molto del suo sito, per il quale non trovo parole per definirlo:

poetico, fantastico, colto, storico, musicale, mistico, ma soprattutto misterioso.

(Ndr : l’elogio è esagerato, ma mi piace troppo e lo lascio :-)

Mi pare di capire che Lei non va veramente in cerca di svelare il segreto dei suoi ballerini :
forse li vuole tenere per sempre nel mistero, inspiegabili ed inesplorabili.
Sì, li  vuole tenere per sempre chiusi nel loro antico armadio.

Solo che noi, vecchi pentastellati della porcellana, cerchiamo sempre la soluzione.
Per questo siamo costretti a svelarle definitivamente la verità e farle scoprire con chiarezza
cosa sono, da dove vengono e chi li ha sfornati i Ballerini.

 

Venezia. Manifattura G. Cozzi.

 

Cozzi ha sfornato solo due tipologie di coppie di ballerini, non ce ne sono altre, sia in bianco che policrome.
In realtà le coppie di ballerini uscite dalle fornaci Cozzi non sono proprio due,
ma due e mezzo, nel senso che una terza coppia presenta un ballerino diverso,
mentre la compagna ballerina è una delle due note.

All’inesperto possono sembrare diverse, ma sappia che le figure
venivano scolpite singolarmente e poi assemblate in gruppi.
In questo caso due figure di ballerini, mai perfettamente uguali perché era concesso all’addetto all’assemblaggio
di fare a piacimento delle varianti, soprattutto alla posizione delle braccia e agli oggetti tenuti nelle mani.

Prima di scriverLe mi sono permesso di fare dei collage esplicativi, ove tutto risulta chiaro,
nonostante io sia un pessimo disegnatore. Ovviamente non li spedisco.

Ho persino annerito le figure policrome per rendere più verosimile il confronto.
Del resto il colore toglie bellezza e forma alle figure, noi preferiamo infatti la porcellana bianca smaltata.

Il risultato è questo :

Questa coppia di ballerini è una delle due e mezzo uscite dalla manifattura Cozzi,
non ci sono dubbi di nessun genere
.

Alla fine non so se l’abbiamo accontentata. Come dicevo,
forse Lei i ballerini preferiva tenerli segretamente rinchiusi nel loro ripostiglio,
ma noi non possiamo ricevere domande sulle porcellane venete e non dare risposte.
Siamo dei rompiscatole, irriverenti davanti ai misteri e cerchiamo di svelarli a più persone
perché la porcellana è una malattia dalla quale non si guarisce mai.

Voglia credere nuovamente caro Franco nei miei più sentiti saluti.

 

 

5 Responses to “Cozzi o Antonibon-Parolin ? Scultore misterioso o modellatore migrante ? Questo è il problema. Ma loro danzano. Da secoli. In silenzio.”

  1. Torna a scrivermi il carissimo amico che mi ha regalato le informazioni che concludono qui sopra con un Post Scriptum
    la ricerca di un’attribuzione ai mio frammento di ballerini. Torna a scrivermi perché sul suo computer
    non appare il Post Scriptum da lui ispirato e praticamente dettato :

    Allora, caro Franco, avevo ragione : Lei i ballerini non vuole toglierli dalle tenebre dell’armadio.
    Già, mi era parso che il suo fosse più un divertissement che una voglia di sondare il mistero.
    Ora che il mistero Le è stato svelato, lo vuole tenere per sé.
    Peccato, ero anche convinto che fosse impenetrabile ai pentimenti.
    Mi sono forgiato dalla lettura del suo sito un’immagine che non mi corrisponde più.
    “Skoda” dicono a Varsavia.
    Alla prossima
    E mi firmo
    “il nemico acerrimo degli esperti di porcellana”

    Però poche ore dopo, quando il Post Scriptum da lui dettato finalmente gli appare anche sul suo computer, mi/si tranquillizza :

    Tutto leggibile.
    Alla fine ne è valsa la pena.

    Mio Post Scriptum al suo Post Scriptum del mio Post Scriptum :

    Ne è valsa la pena ? ! ?
    La pena ? ! ?
    Ma è stato un piacere ☺
    Un prezioso, raro e impagabile piacere.
    Grazie, carissimo “Nemico acerrimo degli esperti di porcellana”.
    Da profondo e acclarato ignorante di porcellane, e di molto altro ignorante,
    non posso che affettuosamente ringraziarti/La.

  2. fracesco & saverio says:

    un “rosegoto” e tale non poteva essere una delle tante “patacche” del ituo “absolutely not reliable” proprietario.
    Chi sa se prima di addormentarsi o svegliandosi, con attonita meraviglia per “l’illuminazione’ ha mai pensato e poi esclamato :C…o ! ma che bellounicoesempio
    di arteculturatecnica che HO TROVATO !CHE NESSUNO TRANNE ME HA CAPITO! CHE PER ALCUNA SOMMA VENDERÓ

  3. Mark Waller says:

    The piece I believe is Le Nove see Sothebys NY 18th Nov 2011 lot 19
    I am now marketing it!
    Best
    Mark Waller Gallery Moderne -LSL Piermont ,New York USA

  4. Franco says:

    Thanks so much, dear Mark, for your clever comment.
    Yes, your two dancers are very similar to the ones I was writing about here above,
    even if you can easily spot many little but significant differences.

    The main differences are the left leg of the young man and the height of the young lady.
    The main question of my text, written in Italian only and Ido apologize for it, however is still unanswered :
    WHO is the modeler of the group and WHERE the group was created ?

    Geminiano Cozzi was working in Venezia,
    while Gian Battista Antonibon and Francesco Parolin were working in Le Nove, a small village near Bassano del Grappa,
    where beautiful porcelains were modeled between 1752 and 1802.

    Sotheby’s proposes as the place of birth of this group Le Nove, but this leaves open the question :
    WHO in Le Nove ? Gian Battista Antonibon or Parolin ?

    The Expert of “Ceramica del 700 Veneto” who writes his beautiful comment here above
    proposes instead Geminiano Cozzi and so Venezia instead of Le Nove.

    As a great Italian poet did write : “Ai posteri l’ardua sentenza”.
    Posterity the arduous verdict will declare. Perhaps.

  5. Franco says:

    This first bibliography might prove helpful :
    C. Malagola, Memorie storiche sulle maioliche di Faenza, Bologna 1880, p. 17; G. Corona, La ceramica a Parigi nel 1878 – L’Italia ceramica, Roma 1180, pp. 56 s., 73; O. Brentari, Storia di Bassano,Bassano 1884, p. 718; G. B. Antonibon, Alcune note sugli A., in Faenza, II(1914), pp. 86-89; G. Morazzoni, La Porcellana italiana, Milano-Roma 1935, pp. 168-173; C. Baroni, Le ceramiche di Nove di Bassano, Venezia 1931; L. De Mauri, L’Amatore di maioliche e porcellane, Milano 1914, pp. 165, 292, 364 s.; C. Baroni, Nuovi orientamenti dello studio della ceramica veneziana del ’700, in Rivista di Venezia, XIV(1935), pp. 371-384; G. Lorenzetti, Maioliche Venete del ’700, Venezia 1939, pp. 15-18; G. Barioli, Catalogo della Mostra di Ceramiche antiche di Bassano, delle Nove e di Ficenza, Venezia 1954, pp. 12 s., 40; Id., Catalogo della Mostra di maioliche, porcellane e terraglie del Vicentino, Venezia 1955, pp. 9, 14-27, 29-31, 47-63, 88, 92; G. Liverani, La maiolica italiana sino alla comparsa della porcellana europea, Milano 1958, p. 60; U. Thieme-F. Becker, Allgem. Lexikon der bildenden Künstler, I, p.576 (solo per Francesco).

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