La disfida di Barletta. Commedia in tre atti e tre chili. Di triglie.

Leggo un ricordo del papà di Al Bano e mi ricordo il papà di Michele Spinazzola.
Al Bano : “Papà era rimasto all’epoca della contrattazione. A Milano saliva sul tram, il biglietto costava 100 lire,
ma lui chiedeva sorridendo di abbassare il prezzo a 80. Veniva da un altro mondo».

E’ il mondo del papà di Michele, nel ricordo di un’estate ospite in casa loro a Barletta.
Preside del Liceo, il professor Spinazzola va a fare la spesa :
al mercato, soprattutto per il pesce, nel Meridione andava l’uomo, non la donna.

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Shakespeare in India : la vita è una sagoma di latta.

Nel secolo scorso abbiamo vissuto per 6 settimane in una famiglia indiana a Rajkot nel Gujarat.
Rajkot non ha alcuna attrazione turistica, però un giorno arrivò in paese dal deserto del Thar
una famiglia di saltimbanchi nomadi della tribù dei Rabari. Fu una grande attrazione.

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Alcuni bambini però non potevano permettersi nemmeno le poche rupie dello spettacolino messo in piedi con 4 panche e un microfono.

Tristi e in disparte quei bambini (noi due insieme a loro) scoprirono un vecchietto, lacero ma bellissimo,

che li fece radunare attorno a sé, poco lontano dallo “spettacolo” vero e proprio.

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“Nò màny!” fece cenno con le mani (gli Indiani tra di loro spesso si parlano in inglese, anche se non sanno l’inglese.
Nò màny!” era evidentemente considerato comprensibile a tutti). Per leggere il seguito clicca qui sopra »

Il lato B sarà anche bello, ma non a Venezia !

Immagina migliaia e migliaia di persone che fanno la fila al Louvre per vedere la Gioconda …
al Prado per vedere Velasquez e Goya e poco lontano ‘Guernica’ di Picasso …
altrove nel mondo per vedere Caravaggio o Rembrandt o Van Gogh …
immagina che queste migliaia e migliaia di persone quando finalmente dopo ore di coda,
dopo aver pagato il biglietto, riescono ad entrare … queste persone non guardano i dipinti,
ma soltanto il retro di ogni dipinto !

Schermata 2017-02-23 alle 20.37.21

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Venezia e Tancredi. Il film che non girerò. Per mancanza di intere$$$e.

Sullo schermo completamente bianco, appare bianco su bianco,

il titolo che subito scompare :

primo titolo

Schermo bianco.

Rimane bianco per alcuni secondi. Silenzio.

Molto lentamente scopriamo che il bianco è in realtà

una nebbia fittissima che piano piano si dirada.

Attraverso la nebbia appare la facciata candida di un palazzo sul Canal Grande. Per leggere il seguito clicca qui sopra »

Questo matto è Tancredi. Anzi, sono io.

C’è in questi giorni alla Guggenheim qui a Venezia una bellissima mostra dedicata a Tancredi.

Manca però un’opera che per me – e sottolineo per me – avrebbe affascinato ed emozionato ogni visitatore.

Questo disegno :

Tancredi pagina da "I matti"

Nessuno se ne è mai accorto : è un autoritratto di Tancredi.

Tancredi nel 1962 crede di disegnare uno dei suoi ‘matti’.
In realtà disegna se stesso e si pre-vede – vede se stesso –tra pochissimi mesi. Si vede morire.

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Pronto Soccorso per Cellulari. E cristiani.

Ho scoperto il “Pronto Soccorso per Cellulari” nella sala d’aspetto del “Pronto Soccorso per Umani”.

Ho scoperto anche di appartenere ad una specie praticamente estinta. Ai miei tempi nelle Sale d’attesa
si trovavano giornali e settimanali abbondantemente stagionati e stropicciati.
Gli igienisti (“Mai nemmeno sfiorare una rivista maneggiata da persone malate!”)
o i bibliofili si portavano da casa il libro in lettura
o ‘La Settimana Enigmistica’ con immancabile matita dotata di gommino.

Oggi invece non si legge : si mette in rianimazione prima il cellulare, poi eventualmente il parente stretto.

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