Il lato B sarà anche bello, ma non a Venezia !

Immagina migliaia e migliaia di persone che fanno la fila al Louvre per vedere la Gioconda …
al Prado per vedere Velasquez e Goya e poco lontano ‘Guernica’ di Picasso …
altrove nel mondo per vedere Caravaggio o Rembrandt o Van Gogh …
immagina che queste migliaia e migliaia di persone quando finalmente dopo ore di coda,
dopo aver pagato il biglietto, riescono ad entrare … queste persone non guardano i dipinti,
ma soltanto il retro di ogni dipinto !

Schermata 2017-02-23 alle 20.37.21

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Venezia e Tancredi. Il film che non girerò. Per mancanza di intere$$$e.

Sullo schermo completamente bianco, appare bianco su bianco,

il titolo che subito scompare :

primo titolo

Schermo bianco.

Rimane bianco per alcuni secondi. Silenzio.

Molto lentamente scopriamo che il bianco è in realtà

una nebbia fittissima che piano piano si dirada.

Attraverso la nebbia appare la facciata candida di un palazzo sul Canal Grande. Per leggere il seguito clicca qui sopra »

Questo matto è Tancredi. Anzi, sono io.

C’è in questi giorni alla Guggenheim qui a Venezia una bellissima mostra dedicata a Tancredi.

Manca però un’opera che per me – e sottolineo per me – avrebbe affascinato ed emozionato ogni visitatore.

Questo disegno :

Tancredi pagina da "I matti"

Nessuno se ne è mai accorto : è un autoritratto di Tancredi.

Tancredi nel 1962 crede di disegnare uno dei suoi ‘matti’.
In realtà disegna se stesso e si pre-vede – vede se stesso –tra pochissimi mesi. Si vede morire.

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Pronto Soccorso per Cellulari. E cristiani.

Ho scoperto il “Pronto Soccorso per Cellulari” nella sala d’aspetto del “Pronto Soccorso per Umani”.

Ho scoperto anche di appartenere ad una specie praticamente estinta. Ai miei tempi nelle Sale d’attesa
si trovavano giornali e settimanali abbondantemente stagionati e stropicciati.
Gli igienisti (“Mai nemmeno sfiorare una rivista maneggiata da persone malate!”)
o i bibliofili si portavano da casa il libro in lettura
o ‘La Settimana Enigmistica’ con immancabile matita dotata di gommino.

Oggi invece non si legge : si mette in rianimazione prima il cellulare, poi eventualmente il parente stretto.

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Chiacchiere da spogliatoio. Più eleganti del locker-room talk di Trump. Spero.

Scavando tra le decine di cartoni da imballo non ancora sballati dopo gli ultimi 6 traslochi in giro per l’Italia, salta fuori questa foto, con firma autografa di tutti i giocatori e sul retro anche una affettuosa dedica.

Borletti

Era il Borletti Olimpia degli anni 1953-54. I giocatori sono da sinistra, prima in piedi e poi accosciati :
Sforza – Stefanini – Padovan – Romanutti – Rubini – Riganti – Reina – Gamba – Galleti – Pagani

Io in quegli anni giocavo per la Pallacanestro Varese, campionato Allievi e i miei idoli erano questi :

Varese 51-52

 

Per noi di Varese, il Borletti era l’odiatissima rivale. A volte tra i tifosi, ma spesso anche in campo finiva a botte.
Io però alle squadre in trasferta osavo chiedere gli autografi. Entravo nel dopopartita nello spogliatoio
tra corpi giganteschi muscolosi e fumanti dopo la doccia (fumanti perché gli spogliatori del Palazzo dello Sport,
in realtà Palestra dei Pompieri non erano poi così riscaldati). Per leggere il seguito clicca qui sopra »