Ritratto di un grande attore e cronaca di un indimenticabile spettacolo.

 

chapeau

Un “Grazie” a Gramellini per la chicca preziosa.
Uno stentoreo “Chapeau !” a Giovanni Mongiano : ci hai regalato  una lezione di classe e di vera passione per il teatro.
E “Merda !”, tonnellate di “Merda !” (astenersi dallo scandalizzarsi : è l’augurio che si fa alla gente di teatro)
per tutte le prossime repliche di questo geniale attore e splendida persona.

chiude

Il resto è silenzio.

Il lato B sarà anche bello, ma non a Venezia !

Immagina migliaia e migliaia di persone che fanno la fila al Louvre per vedere la Gioconda …
al Prado per vedere Velasquez e Goya e poco lontano ‘Guernica’ di Picasso …
altrove nel mondo per vedere Caravaggio o Rembrandt o Van Gogh …
immagina che queste migliaia e migliaia di persone quando finalmente dopo ore di coda,
dopo aver pagato il biglietto, riescono ad entrare … queste persone non guardano i dipinti,
ma soltanto il retro di ogni dipinto !

Schermata 2017-02-23 alle 20.37.21

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Pascal, Roberto e ‘il Pantera’ festeggiano Carnevale con le frittelle.

“Il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce”.

Senza necessariamente citare Pascal, il cuore dell’amico Roberto Vascellari
conosce ragioni che la sua ragione non conosce.

Roberto, titolare di uno dei più famosi negozi di ottica di Venezia, conoscitore profondo
e raffinato dell’universo dell’ottica e dei suoi strumenti (se capitate in zona chiedetegli
di mostrarvi la sua preziosa collezione di antichi e rarissimi occhiali)
decide di celebrare il Carnevale 2017 esponendo dei piatti da fritoe veneziani.

totale due piani vert.

Follia carnevalesca ? Per leggere il seguito clicca qui sopra »

Venezia e Tancredi. Il film che non girerò. Per mancanza di intere$$$e.

Sullo schermo completamente bianco, appare bianco su bianco,

il titolo che subito scompare :

primo titolo

Schermo bianco.

Rimane bianco per alcuni secondi. Silenzio.

Molto lentamente scopriamo che il bianco è in realtà

una nebbia fittissima che piano piano si dirada.

Attraverso la nebbia appare la facciata candida di un palazzo sul Canal Grande. Per leggere il seguito clicca qui sopra »

Questo matto è Tancredi. Anzi, sono io.

C’è in questi giorni alla Guggenheim qui a Venezia una bellissima mostra dedicata a Tancredi.

Manca però un’opera che per me – e sottolineo per me – avrebbe affascinato ed emozionato ogni visitatore.

Questo disegno :

Tancredi pagina da "I matti"

Nessuno se ne è mai accorto : è un autoritratto di Tancredi.

Tancredi nel 1962 crede di disegnare uno dei suoi ‘matti’.
In realtà disegna se stesso e si pre-vede – vede se stesso –tra pochissimi mesi. Si vede morire.

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Chiacchiere da spogliatoio. Più eleganti del locker-room talk di Trump. Spero.

Scavando tra le decine di cartoni da imballo non ancora sballati dopo gli ultimi 6 traslochi in giro per l’Italia, salta fuori questa foto, con firma autografa di tutti i giocatori e sul retro anche una affettuosa dedica.

Borletti

Era il Borletti Olimpia degli anni 1953-54. I giocatori sono da sinistra, prima in piedi e poi accosciati :
Sforza – Stefanini – Padovan – Romanutti – Rubini – Riganti – Reina – Gamba – Galleti – Pagani

Io in quegli anni giocavo per la Pallacanestro Varese, campionato Allievi e i miei idoli erano questi :

Varese 51-52

 

Per noi di Varese, il Borletti era l’odiatissima rivale. A volte tra i tifosi, ma spesso anche in campo finiva a botte.
Io però alle squadre in trasferta osavo chiedere gli autografi. Entravo nel dopopartita nello spogliatoio
tra corpi giganteschi muscolosi e fumanti dopo la doccia (fumanti perché gli spogliatori del Palazzo dello Sport,
in realtà Palestra dei Pompieri non erano poi così riscaldati). Per leggere il seguito clicca qui sopra »