Pig dragon, zhūlóng, 玉猪龙, 玉豬龍 e Franco Bellino. Toccare e non guardare !

Al buio, a occhi chiusi, in silenzio ascolto questo maialino cinese nel giorno di Pasqua 2019, anno del Maiale per i Cinesi.

presentazione

Il maialino è emerso oggi misteriosamente dal pluriball degli ultimi traslochi,
ma vive con noi da molti anni perché è un regalo che mi fece il grande giornalista e scrittore Viviano Domenici.

Io so cos’è il maialino, so da dove proviene, so cosa rappresenta e cosa significa,

ma solo oggi scopro che lui ha molto di più da dirmi se soltanto io ho l’umiltà e la pazienza di ascoltarlo.
Al buio, a occhi chiusi, in silenzio.

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Che cos’è ?

E’ un maiale-drago, pig dragon or zhūlóng (simplified Chinese: 猪龙; traditional Chinese: 豬龍)

Di cosa è fatto ?

E’ una pietra dura, forse giada o giadeite o nefrite o forse marmo.
(Di questo più a lungo in appendice : preferisco dare qui priorità a sensazioni ed emozioni; i fatti oggettivi più tardi).

Quando è stato fatto ?

Oggetti molto simili vengono solitamente attributi alla cultura di Hongshan,
una cultura neolitica sviluppatasi nel nord-est della Cina tra il 4.700 e il 2.900 a.C.
(Di questo più a lungo in appendice).

Che cosa rappresenta ?

E’ un maiale, animale molto importante nell’economia, nella cultura e anche nella religione di quell’epoca.
Per alcuni il “pig dragon” è anche una prefigurazione del Drago.

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Il maialino parla agli occhi ..
A guardarlo il maialino è goffo. Sembra appena abbozzato. E’ sintetico, come una scultura romanica.
Nessuna piacevolezza : la realtà dura e pura, sgradevole se necessario, soprattutto se rappresenta il grugno di un maiale.
Però questa scultura impone subito una sua definizione indiscutibile : doveva essere così e così è.
E si conquista lo spazio attorno, come se fosse molto più grande di quanto è.

Il maialino parla alle dita …
Poi però per motivi del tutto casuali, mi ritrovo a tenere in mano a lungo il maialino al buio, a occhi chiusi, in silenzio.

Ed ecco che allora il maialino a sorpresa mi parla !

Se lo esplori a lungo con i polpastrelli e ad occhi chiusi, ti appare un nuovo diverso oggetto :
adesso non lo vedi, ma lo “senti”. E lo senti con una serie di raffinatezze che l’occhio non poteva cogliere. Sono minuscole dolcissime incavature che non avrebbero ragione di essere se pensi alla fatica e al tempo che costa lavorare una pietra così dura con gli strumenti primitivi di quell’epoca. Chi ha pensato e faticosamente modellato queste lievi incavature, le ha fatte perché sapeva che il destinatario le avrebbe cercate e trovate e apprezzate.

Sono tutti minimi interventi, difficili, costosi, praticamente invisibili a occhio nudo, che non sarebbero necessari, e sono invece indispensabili per definire la vera nascosta e misteriosa personalità di questo maialino.

Il maialino parla alle orecchie …
Poi naturalmente scopri che il tuo maialino puoi anche ascoltarlo quando lo fai risuonare contro un altro pezzo di giada o contro un metallo. Il maialino non grugnisce, anzi ha una voce chiara, cristallina, gradevole. Annusarlo non serve : è stato troppo maneggiato. Assaggiarlo nemmeno, però ci ho provato con la punta della lingua.

Ed ecco la sorpresa ! …

Questo maialino, così approssimativo allo sguardo e così eloquente al tatto,
è forse stato fatto per un committente cieco ?
Potrebbe essere : questo spiegherebbe l’apparente approssimazione della resa visiva dell’oggetto
e invece la straordinaria raffinatissima orchestrazione delle sensazioni tattili.
La sua è una bellezza invisibile, offerta consapevolmente alla lettura e al godimento
di un destinatario che soltanto al tatto poteva leggere e ascoltare il maialino creato apposta per lui.

E ancora : è stato forse fatto da un artigiano cieco ?
Questa ipotesi è piuttosto improbabile, però con i Cinesi, soprattutto con i Cinesi di 5.000 anni fa, “Impossible is nothing” come diceva già allora un loro saggio filosofo,
e come dimostra oggi lo scultore non vedente Felice Tagliaferri (vedi più sotto in fondo).

 

Il tempo è relativo, l’amore è assoluto

Questo maialino puoi annusarlo, puoi soppesarlo, puoi dedicargli insomma
almeno un millesimo del tempo che gli dedicò l’ignoto artigiano quando lo creò.

Perché se è vero che secondo una ricerca condotta in Canada tra il 2000 e il 2013,
il tempo medio che ogni visitatore di un Museo dedica ad un’opera d’arte è 8 secondi
(8 secondi : meno del tempo che di solito ognuno di noi dedica alla vaschetta con i pesci rossi) …
è anche vero che proprio oggi, su “La lettura” a pagina 39 Robert Storr suggerisce :
“Scrivi solo di ciò di cui hai fatto realmente esperienza :
le cose che hai guardato a lungo e con attenzione.”
Il maialino mi suggerisce di completare così :
“Scrivi solo di ciò di cui hai fatto realmente esperienza : le cose che hai guardato a lungo
e con attenzione… che hai esplorato a lungo con i polpastrelli e accarezzato con passione…
le cose che hai annusato a lungo e magari anche assaggiato… gli oggetti che hai studiato a lungo..
a lungo corteggiato e magari, in certi rari e fortunati casi, posseduto o sognato di possedere” ….

Scrivo per leggerti.

Solo allora, e solo dopo scrivi, descrivi le reazioni e le emozioni dell’incontro con un’opera
che è sempre, inevitabilmente, l’incontro con altri uomini e altri spazi e altri tempi.
Descrivi quell’oggetto a qualcuno : scrivi per aprire un dialogo.
Adesso che hai ascoltato un oggetto, apriti ad ascoltare altre persone.
E’ proprio quello che da anni cerco di fare qui.
Ogni volta scrivo con emozione e con trepidazione i miei pensieri;
ogni volta con emozione e con trepidazione aspetto ogni commento. Come un dono.

 

Guarda .. annusa .. assaggia .. toccami ! E scrivi di me.

Il maialino dovrebbe proprio in questi giorni compiere circa 5.000  anni.
Per me è la più bella sorpresa di questa Pasqua 2019.
Questa sorpresa non l’ho trovata nell’uovo di cioccolato :
l’ho trovata chiudendo gli occhi abbastanza a lungo
e rimanendo in silenzio tutto il tempo necessario.
Cosa che, ammetto, faccio troppo di rado.

 

APPENDICE

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Di cosa è fatto ?

Il maialino è alto 4 centimetri, largo 3,5 e profondo 2. E’ una pietra dura, forse giada o giadeite o nefrite, o forse marmo.

Color verde marcio, con inclusioni più chiare alla base e sull’orecchio destro, superficie levigatissima e setosa, patina untuosa. Incrostazioni terrose all’interno delle due narici, sul muso a sx e alla base. Minuscole macchioline nere all’esterno dell’orecchio destro e alla base.

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Costruito per essere appeso con un laccio che passa attraverso gli occhi e rimanere verticale, ma con una base che gli permette anche di restare diritto se appoggiato in piano.

 

Quando è stato fatto ?

E’ difficile datare una giada di scavo senza la registrazione del luogo del ritrovamento e la descrizione puntigliosa di tutti gli elementi indispensabili agli archeologi per situare nel tempo i reperti. Oggetti molto simili al mio maialino vengono solitamente attributi alla cultura di Hongshan, tra il 4.700 e il 2.900 a.C.

 

I Pig dragon, zhūlóng 猪龙; 豬龍 hanno di solito questa forma circolare :

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altri-2

 

.. ma sono autentici, anche se più rari, esemplari più simili al mio maialino :

quasi-uguali-2

quasi-uguali-uno

 

Il maialino quindi potrebbe avere oggi circa 5.000 anni, millennio più millennio meno.
Però potrebbe anche essere un falso contemporaneo e accettare, senza possibilità di contraddizione,
la datazione che propongo per tutti i miei oggetti antichi : “2019 o prima”.

Però il maialino è un dono di Viviano Domenici, che è stato a lungo in Cina nel 1966.
E’ ragionevole allora datare il maialino tra il 4.700 a.C. e il 1966 d.C. :
un arco di tempo di 6.666 anni che come esercizio di datazione archeologica
è sicuramente un record mondiale di approssimazione
e quindi, per il principio di indeterminazione di Heisenberg,
di assoluta garanzia scientifica.

 

L’essenziale è invisibile agli occhi.

“Impossible is nothing” ho scritto qui sopra ipotizzando
uno scultore cinese preistorico non vedente. E invece è verissimo
perché scopro oggi una persona straordinaria : Felice Tagliaferri.

Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente noto a livello internazionale.
Felice ha intrapreso da oltre vent’anni un percorso artistico molto personale e particolare
da lui stesso riassunto nello slogan “Dare forma ai sogni“.

Le sue creazioni sono infatti sculture non viste : prima nascono nella sua mente
e poi prendono forma attraverso l’uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili. L’essenziale è invisibile agli occhi, ma tu puoi conoscere Felice e vedere le sue opere qui :

http://www.chiesadellarte.it/

https://www.youtube.com/watch?v=uZGaDcGOkbE

https://www.youtube.com/watch?v=Fo9hrwBghmc

Chiesa dell’Arte via Gramsci, 315        40010 Sala Bolognese (BO)
Tel. 347.2530390   E-mail chiesadellarte@gmail.com

Vedi anche Museo Tattile Omero http://www.museoomero.it/

 

Fosse anche soltanto per avermi fatto conoscere Felice Tagliaferri,

il maialino cinese preistorico dono di Viviano Domenici,

mi avrebbe a sua volta fatto un bellissimo regalo.

La più bella sorpresa della mia Pasqua 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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