Il genio.. senza limiti.

Leopardi per titolo

Hokusai nel titoloDice il saggio : La differenza tra il genio e lo stupido è che il genio sa di avere dei limiti.

Scrive Giacomo Leopardi nel 1836, quando ha già scritto tutto : “Se solo fossi stato poeta.”

Dice Hokusai a 89 anni : “Se il cielo mi avesse concesso solo 5 anni in più sarei potuto diventare un vero artista.”

Quando il genio confessa i propri limiti – limiti che non ha – è veramente senza limiti.

Leopardi vecchioHokusai autoritrattoMi piace presentare con le parole di Gian Carlo Calza quello che probabilmente è l’ultimo dipinto di Hokusai, ma soprattutto l’ultimo vero autoritratto del “vecchio pazzo per la pittura”

Tra i dipinti datati “novant’anni” ce n’è uno che simbolizza più di ogni altro la sua vita, la sua arte, la sua lotta col demone e la sua ferrea volontà di procedere oltre il limite raggiunto. Piace immaginare che sia la stessa opera che, vecchio, privo di forze e malato, si ostinava a dipingere da sotto le coltri, una sorta di autoritratto analogico. .. In pieno inverno una bufera di neve sta imperversando. La tigre è vecchia e malandata… con un sorriso che è anche un ghigno, la tigre faticosamente, ma gioiosamente e ironicamente, preceduta dal suo sguardo intenso e penetrante, compie un balzo verso l’alto, verso l’infinito.

Tigre Hokusai

 

10 Responses to “Il genio.. senza limiti.”

  1. Nella Z. says:

    Chi non vorrebbe essere come la vecchia tigre ? Caro Franco, grazie. Commentare in altro modo non so.

  2. Vanna S. says:

    Franco, la tigre è straordinaria, vorrei essere così fino alla fine.
    Vanna

  3. federico romagnoli says:

    è solo nella scoperta del limite che costruiamo il nostro pensiero; chi non riconosce il limite è semplicemente senza pensiero, ergo senz’anima. L’arte, quella vera, è autocoscienza del limite, in fondo l’infinito non è altro che il parossismo del finito.

  4. Franco Bellino says:

    Da qualche parte ho letto di un grande pittore (forse Picasso) che di sè diceva :
    “Mi accontenterei di saper dipingere come un minore del Seicento”.

  5. Franco Bellino says:

    Di Stanislaw J. Lec – uno dei 1.939 autori che porterei con me
    se dovessi finire i miei giorni su un’isola deserta,
    ma che porterei anche se mi concedessero soltanto 9 autori e non uno di più -
    leggo questo pensiero che chiude in bellezza le considerazioni del testo qui sopra.
    Dice Lec :
    “Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio”.
    Sono profondamente grato a Lec perché con questa sua scoperta mi regala
    non un solo momento, ma un’intera vita di lampi di genio.

  6. Leggo in prima pagina sul “Sole24 ore” di oggi domenica 15 giugno, parole così belle, essenziali, semplici che mi viene voglia di ricopiarle.
    Come si faceva da bambini : per meglio capirle, per assaporarle sillaba per sillaba.

    Breviario di Gianfranco Ravasi

    “ La semplicità : non c’è nulla di più difficile al mondo. La semplicità è, infatti l’ultimo traguardo dell’esperienza e l’ultimo sforzo del genio.”
    (George Sand).

    Certo, in agguato c’è sempre la degenerazione dell’essere semplicisti e persino sempliciotti,
    ma l’essere semplici e trasparenti, cogliendo la sostanza ultima delle cose, è il nodo d’oro che riunisce i frammenti in armonia, è il traguardo del genio.

    Bisogna diffidare degli esoterismi oracolari, delle nebulosità verbali, delle complessità inaccessibili.
    Certo, sono necessari anche il linguaggio specialistico e l’elaborazione “tecnica” tra addetti ai lavori,
    ma ha ragione Wittgenstein, che pure non era un mostro di semplicità, quando affermava :
    “Tutto quello che si può dire, si può dire chiaramente”.
    Questo ovviamente non esclude la fatica della comprensione :

    “Non è perché le cose sono difficili che noi non osiamo – ammoniva Seneca – è perché noi non osiamo che sono difficili”.

  7. Un altro genio : “Uno scrittore è qualcuno per cui scrivere è più difficile che per gli altri.” Thomas Mann

  8. “Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine,
    ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9.000 tiri. Ho perso quasi 300 partite.
    Per 36 volte i miei compagni si sono affidati a me per il tiro decisivo… e l’ho sbagliato.
    Ho fallito tante e tante e tante volte nella mia vita. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.” (Michael Jordan)

  9. Franco Bellino says:

    Uscendo dal cinema : il film del British Museum su Hokusai è fatto proprio bene.
    Credevo di aver letto quasi tutto il pubblicato
    e invece ho scoperto fogli, dipinti e notizie che non conoscevo.
    In due o tre momenti ci si emoziona anche !
    Roger Keyes che si commuove e non riesce/non vuole trattenere le lacrime è davvero commovente.

    The final image – wintry, transcendent – shows an inky black dragon rising above Fuji.
    Here and there, the white ground is brilliantly exposed to stand in for its shining scales and the mountain’s twilight snows.

    Hokusai gives his exact age of 89; he is counting the days, though always with undiminished aspiration.
    He is as we all should be when contemplating our end. These were his last words:
    “If heaven will afford me five more years of life, then I’ll manage to become a true artist.”

  10. Mattia Jiona says:

    Si, è lui che è commovente. La vita di Hokusai non lo è: emana sempre forza.
    A 90 anni se ne va come Drago che sale al cielo.
    Roger Keyes si che è commovente: ti da l’idea di una sensibilità estrema, ma anche di fragilità.
    Keyes ha perso 20/30 anni fa sua moglie, una signora giapponese, credo restauratrice, per un cancro.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>