Lo zio Job a cavallo. Kosekiko.

Lo zio Job a cavallo.

Ha un appuntamento importante. Forse lo attendono a Corte.

Si è messo il vestito più elegante.

Ha fatto sellare il cavallo (o forse è un mulo) migliore.

E si è messo in viaggio.

Però improvvisamente un’idea gli ha attraversato  (metaforicamente) la strada.

Il paesaggio attorno a lui gli ha forse ricordato i versi di un antico poeta.

O forse lui stesso è un poeta e non vuole lasciarsi sfuggire l’ispirazione :

vuole scrivere immediatamente le parole che gli cantano nel cuore.

Così ha lasciato le redini ed ha aperto un rotolo di carta.

Adesso sta leggendo beato.

Dimenticato l’appuntamento.

L’Imperatore, fosse pure lui ad averlo convocato, può aspettare.

Il cavallo (o forse è un mulo ?) improvvisamente non più guidato dalle redini,

non più stimolato dai talloni, se ne fa una ragione.

Il prato è invitante e lui bruca serenamente scegliendo fior da fiore

(sarebbe ‘filo d’erba da filo d’erba’, ma ‘fiore’ suona più poetico).

E lui ?

Lui è immerso, beato, nella lettura.

Sorride. Tutto il volto è illuminato da un radioso sorriso.

Si è messo comodo. Per accoccolarsi più comodamente sulla sella ha persino sfilato il piede destro dalla staffa. Staffa destra che infatti lo scultore ci mostra ben visibile e libera,

mentre il piede sinistro del saggio, lo scultore lo sottolinea, è ancora infilato nella staffa e appoggiato a sostenere almeno da un lato il corpo del saggio.

A pensarci bene il saggio è in una posizione scomodissima, in precario equilibrio, sull’orlo di una rovinosa caduta. Eppure lui legge beato e sorride.

Il cavallo bruca. Il saggio legge. L’Imperatore aspetta.

La vita scorre serena : pensieri e preoccupazioni, appuntamenti ed impegni,

doveri e diritti sono dimenticati.

Il saggio legge. Forse medita. Sicuramente sorride.

Ah, particolare importante : sull’ampio foglio che il saggio

tiene ben disteso davanti a sé non c’è scritto assolutamente nulla.

Forse perché ognuno possa immaginarci le parole che preferisce.

Forse perché non c’è assolutamente nulla da scrivere.

Il titolo “Lo zio Job a cavallo” : bisogna spiegarlo.

Anni fa ebbi una barca a vela tutta di legno, un Vaurien, in società con Renato Job,
poeta elegante come Mozart e profondo come Rembrandt.

Io, entusiasta, volevo  planare sul lago d’Iseo e osare azzardate boline.

Però mi sarebbe servito un prodiere. A prora ci stava lo zio Job.

Però lui aveva  sistemato una piccola biblioteca di bordo e, anziché seguire

le indicazioni del timoniere e cazzare  a dovere il fiocco,

se ne stava sereno seduto in precario equilibrio sul bordo a leggere.

6 Responses to “Lo zio Job a cavallo. Kosekiko.”

  1. Giovanni says:

    Caro Franco,
    ci sono opere simili in Italia?

  2. Caro Giovanni
    la tua domanda mi stimola ad una ricerca. La prima immagine che mi viene in mente è la fanciulla di Vermeer che legge accanto ad una finestra. Subito dopo “La lettrirce” di Silvestro Lega. Poi tante opere dei Macchiaioli. Però non so come fare per ‘postare’ qui delle immagini. Perciò preparerò proprio per te, ma mi ci vuole un po’ di tempo, una piccola antologia di dipinti, e forse anche sculture dedicate al tema del fascino e dell’incanto in cui a volte sa trasportarci una pagina scritta (sull’iPad per ora non mi pronuncio).
    Franco

  3. cino says:

    Considerando che si trova a cavallo , quindi con un’ipotetica meta da raggiungere, egli potrebbe semplicemente consultare una mappa con l’intento di ritrovare la strada perduta.
    Una metafora molto cinese
    dagli infiniti significati.
    Ciao, cino

  4. Alessandro says:

    una storia affascinante descritta magistralmente che mi ha catturato totalmente e per qualche minuto sono stato catapultato in qualche vallata dell’antica cina…grazie!

  5. pino says:

    Guardavo attentamente questo piccolo capolavoro: mi ispira serenità…sarà il sorriso dello zio, sarà il cavallo che bruca indifferente a tutto…mi sembra un la descrizione di un momento di festa, con la primavera intorno, la pace e la bellezza…questo penso…Ciao. Pino.

  6. Di Donato Franco says:

    Come tutte le opere orientali di pregio, inclusa questa statuetta, sono un veicolo per il nostro spirito ad entrare in un mondo di serenità precluso agli occidentali che hanno perso la capacità di vedere oltre il cielo.