Andante con grazia e intimissimo sentimento.

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Mais où sont les neiges d’antan ?

Dove sono gli Alfieri di un tempo ?

 

Uno dei momenti magici del Palio di Siena è il gioco delle bandiere in Piazza del Campo.
Oggi però il gioco è profondamente cambiato.

Era poesia, è diventato acrobazia. Erano amanti, sono diventati acrobati.

 

Nel mio ricordo sono ancora oggi vivi e indimenticabili Enzo ed Enrico
che girano la bandiera dell’Oca eseguendo una danza
con “marziale eleganza e misurato sfarzo” (Alfieri sugli alfieri).

Non ho mai visto in Piazza una coppia così musicale e sensuale
(gli aggettivi ‘musicale’ e ‘sensuale’ sono voluti e imprescindibili).

 

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Era come se loro due, Enzo e Enrico, oltre al tamburino che dava il ritmo
seguissero una musica interiore, che solo loro due sentivano e danzavano :
un “Andante con grazia e intimissimo sentimento”.

 

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Una melodia dettata dal fruscìo della seta che accarezza la pelle con un brivido di piacere,

illuminata dallo spiegarsi dei colori nel cielo come silenziosi fuochi d’artificio.

 

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Poi sì, c’erano lo ‘scambio di posto’ … il salto dell’alfiere’ … c’era ‘l’alzata’, su in alto,

a volte ‘fino al secondo piano dei palazzi’. Non ricordo però le ripetute ed esibite

prese della bandiera attraverso le gambe .. dietro la schiena ..  a testa in giù  ..

saltabeccando avanti e indietro sul tufo.

Cose da sbandieratori del resto dell’universo mondo, ma non da Alfieri di Contrada.

 

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Se è vero che la sbandierata in Piazza nasce dalle segnalazioni sul campo di battaglia –

segnali di vita e di morte – cosa c’entrano questi numeri da giocolieri ?

 

La sbandierata mi sembra diventata oggi un numero da circo a beneficio di telecamera :

acrobati che si esibiscono, ma nulla trasmettono della magia e della musica di due bandiere

che dialogano in Piazza.

Due bandiere e un tamburo per ognuna delle 17 Contrade.

Due bandiere e un tamburo che parlano e cantano un proprio esclusivo ed orgoglioso linguaggio.

 

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Mais où sont les neiges d’antan ?

Dove sono gli Alfieri di un tempo ?

 

Qui finisce quello che volevo dire;

qui comincia quello che non ho saputo dire.

 

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Una coppia di Alfieri non si improvvisa : una coppia di Alfieri è un’opera d’arte
che richiede anni di dedizione assoluta e instancabile allenamento.
Dice Enzo Luppoli : in Contrada si lavora per anni a creare delle coppie, ma pochissime arrivano alla Piazza.
A volte, dopo anni, la coppia scoppia perché uno dei due abbandona, si trasferisce, ha impegni di lavoro o di vita.
Svanisce tutto il lavoro di anni (ma non tutto il piacere di anni) come una bolla di sapone.
A volte però la bolla di sapone, meravigliosa iridescente e delicatissima,
arriva fino alla Piazza e l’emozione è indescrivibile.
Nel 2022 in Fontebranda dieci anni di continui allenamenti e miglioramenti sono sembrati sufficienti
per mandare in Piazza una coppia di gemelli che sanno ricreare la musicalità e la magia degli Alfieri di un tempo.

 

Ancora prima di avere 10 anni, Francesco Burroni già aveva la sua bandiera in miniatura.
Creata con le esatte proporzioni della vera bandiera e già con il manico dell’asta piombato
perché i primi esercizi del bambino, guidato dal babbo, sono i ‘fondamentali,
che come in ogni arte e in ogni sport, costituiscono la base della grandezza futura.

Il babbo di Francesco, Livio Burroni, fu Alfiere di Piazza dell’Oca nell’agosto del 1939
e poi nei primi Palii dopo la guerra. Io non ho mai visto Livio in Piazza ….

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….  però come tutti mi sono commosso quando Francesco per il suo babbo

ha trasformato un annuncio triste in un inno alla vita :

necrologio

 

Francesco è un Alfiere ed è un poeta. Ecco la sua visione del gioco delle bandiere :

 

Grandi farfalle dalle ali di seta

volteggiano nell’ aria le bandiere

e intrecciano col vento una segreta

conversazione di frasi leggere

sospinte dal tamburo che le allieta

disegnano arabeschi… linee… sfere…

una spirale… una stella cometa…

dipinti astratti d’incerte atmosfere

poi intrecciano e allargano le ali

e intravedi in questa danza immaginaria

corpi di donne esili e sensuali

che avvinghiano il corpo dell’alfiere

e poi sfuggono libere nell’ aria

urlando al cielo il loro piacere.

 

2

La bandiera era un punto di riferimento in battaglia. In mancanza di radio e cellulari,
la bandiera e il porta-bandiera dicevano ad ogni combattente
dove deve essere, dove deve andare, cosa deve fare :

 

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Proprio perché il suo ruolo è così importante per i suoi compagni, l’alfiere è anche un bersaglio importante per i nemici.
Perciò deve essere un combattente a tutti gli effetti. Deve sapersi difendere,
soprattutto difendere la bandiera e se necessario attaccare usando come armo sia la spada che la bandiera stessa.
Nella bibbia degli alfieri “La Bandiera” di Francesco Ferdinando Alfieri, (nomen omen)
Maestro dʼArmi dellʼIllustrissima Accademia Delia in Padova, 1638 – imperdibile in Rete :

 

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… ben 6 capitoli e sei splendide tavole su 28 sono dedicati
proprio all’uso della bandiera come arma insieme alla spada :

 

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3

Ero molto orgoglioso del titolo che per puro caso ho trovato per questo brano :

“Andante con grazia e intimissimo sentimento”.

Ma alla soddisfazione per un lavoro fatto bene  si aggiunge ora un incanto.

“Andante con grazia e intimissimo sentimento” sono parole di Brahms,

che crea e pubblica nel 1982 “Sette Fantasie, opera 116”.

La quinta di queste sette Fantasie si intitola :

“Intermezzo. Andante con grazia e intimissimo sentimento”.

 

Ero già molto contento del titolo trovato per caso : nessun merito, fortuna.

E cosa scopro oggi ? Scopro che un grande sensibile musicofilo, Piero Rattalino,

scrive : “Le opere 116-119 sono certamente il testamento spirituale di Brahms.

Sono il testamento di chi riferisce il passato

guardando avanti con impassibile disperazione”.

 

Il caso, la fortuna mi hanno regalato, come una gemma preziosa,

proprio il titolo che musicalmente esprime lo stato d’animo

con cui ho scritto il mio ricordo della musica di due Alfieri d’antan.

 

Chiudevo chiedendo :

Mais où sont les neiges d’antan ?

Dove sono gli Alfieri di un tempo ?

 

Ecco dove sono gli Alfieri di un tempo : sono qui.
Sono ormai soltanto nelle parole di chi
riferisce il passato guardando avanti con impassibile disperazione.

 

Giorgio Caproni così si congeda e io con lui :

 

Ora che più forte sento

stridere il freno, vi lascio

davvero, amici. Addio.

Di questo, son certo: io

son giunto alla disperazione

calma, senza sgomento.
Scendo. Buon proseguimento.

 

6 Responses to “Andante con grazia e intimissimo sentimento.”

  1. Giorgio PCA Mameli says:

    Il fatto è che la magia non esiste: è solo un sentimento. E i sentimenti oltre che eterei ed evanescenti hanno una caratteristica del vino, col quale spesso si accompagnano: più invecchiano più paiono buoni. E belli. Non è improbabile, andando a scartabellare tra le cronache delle epoche passate trovare chi si lamentava della poca poesia e della tanta tecnica.

  2. E’ verissimo quello che scrivi, caro Giorgio :
    “La magia non esiste: è solo un sentimento. E i sentimenti oltre che eterei ed evanescenti
    hanno una caratteristica del vino, col quale spesso si accompagnano: più invecchiano più paiono buoni. E belli.”

    Condivido ogni tua sillaba, Giorgio.
    Però …

    … però la magia esiste.

    “La magia esiste. Chi può dubitarne quando ci sono gli arcobaleni e i fiori di campo,
    la musica nel vento e il silenzio delle stelle ? Chiunque abbia amato è stato toccato dalla magia. “
    (Nora Roberts)

  3. Sonia Masi says:

    Grazie Franco per le belle parole che hai speso per descrivere il gioco degli Alfieri e delle loro bandiere del Palio di Siena.
    E’ vero, purtroppo oggi si tende più a spettacolarizzare i passaggi della sbandierata, a discapito del simbolico significato e dell’amore per essa che dovrebbe trasmettere un Alfiere quando volteggia la sua bandiera. Mio figlio, Alfiere di Piazza fin dai tempi del Minimasgalano, è stato allievo di Enzo e Enrico e ha cercato di trasmettere i loro insegnamenti ai gemelli Ocaioli. Sai che c’è stato qualcuno che ha detto che la loro sbandierata era troppo lenta? I tempi cambiano, non sempre in meglio purtroppo.
    Grazie ancora, Sonia

  4. Grazie, Sonia,
    Il tuo comento mi apre il cuore e ti dico perché.
    Tu, e prima di te solo Enzo, avete letto le mie parole e capito quello che vorrei dire.
    Voglio condividere un’emozione diversa oggi rispetto all’emozione che provavo anni fa.Tutto qui.
    Non è un giudizio di meglio o peggio : è solo un’emozione, personalissima.
    Nemmeno condivisibile, forse. Ma è tutto quello che posso dire se voglio scrivere vero e sincero.

    Non a caso il leit-motiv di tutto il brano è il famoso verso di François Villon :
    “Dove sono le nevi di un tempo ?”
    Dove sono ? Non ci sono più : le nevi si sono sciolte ed è giusto che sia così. Tante estati sono passate da allora.

    Il mio “Andante con grazia e intimissimo sentimento” non è malinconico.
    Ho cercato di dirlo per tutto il brano e di sintetizzarlo nelle ultime righe, con le parole di Rattalino e di Caproni.

    Però tu, Sonia, ed Enzo siete i soli che mi hanno risposto sul tema.
    Sarei curioso adesso di ascoltare il parere del tuo figliolo e dei suoi allievi gemelli.

  5. Enrico says:

    Nel Palio quello dell’alfiere è un ruolo privilegiato.
    Egli traduce infatti la forza, la passione, l’identità e l’orgoglio di appartenenza di un popolo
    attraverso il raffinato serico arpeggio della propria bandiera.

  6. Franco Bellino says:

    Nel Luglio del 1979 avevo pubblicato su “DoveVai”, il mensile de L’Espresso, “Il Palio dietro le quinte”.
    Era un articolo di 7 pagine (pagine 48-54) con foto in bianco-e a colori e degli Alfieri scrivevo :
    “… La “Passeggiata Storica” è la sfilata di indicibile bellezza che precede il Palio.
    Nella Piazza sfilano lentamente centinaia di giovani in splendidi costumi : non è rievocazione, è vita.
    Il nostro passato, la carne di cui siamo fatti, i pensieri che pensiamo, la nostra storia è tutta qui,
    affascinante come una festa, misteriosa come una verità non ancora scoperta.
    L’emozione più alta è forse nell’eleganza e nella musicale armonia degli Alfieri.
    La sbandierata degli Alfieri di Siena non è un esercizio di abilità fine a se stesso, come quello degli ‘sbandieratori’ di altre località.
    E’ invece un dialogo muto e vibrante tra l’uomo e la bandiera – l’anima stessa della Contrada –
    che deva salire nel cielo più alta di tutte le altre bandiere, che non deve cadere nella polvere,
    che deve muoversi nella Piazza con la dolcezza e la maestà di una Madonna senese”.

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