Il lato B sarà anche bello, ma non a Venezia !

Immagina migliaia e migliaia di persone che fanno la fila al Louvre per vedere la Gioconda …
al Prado per vedere Velasquez e Goya e poco lontano ‘Guernica’ di Picasso …
altrove nel mondo per vedere Caravaggio o Rembrandt o Van Gogh …
immagina che queste migliaia e migliaia di persone quando finalmente dopo ore di coda,
dopo aver pagato il biglietto, riescono ad entrare … queste persone non guardano i dipinti,
ma soltanto il retro di ogni dipinto !

Schermata 2017-02-23 alle 20.37.21

Immagina che dei capolavori per i quali hanno viaggiato, speso denaro e tempo ed energie
adesso guardano questo :

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Ecco : per me che amo Venezia, che ho deciso da sempre di essere veneziano anche se nato altrove,
che so che i palazzi di Venezia nascono sull’acqua e si affacciano sull’acqua, che erano vissuti dall’acqua
perché dalla porta d’acqua e non dal retro si usciva e si rientrava, e per questo vanno visti dall’acqua …
per me le migliaia e migliaia  di persone che ogni giorno arrivano a Venezia
e poi a piedi si incamminano come greggi verso Rialto e san Marco e poi esausti ripartono
senza aver visto almeno una volta dall’acqua i palazzi sul Canal Grande,
meglio senza aver fatto almeno 10 volte da un capolinea all’altro in tutte le ore del giorno e della notte,
il percorso unico al mondo del Canal Grande,
sono proprio come le persone che andassero a Parigi, Madrid, Amsterdam
e non guardassero Leonardo, Rembrandt, Van Gogh, Picasso, ma soltanto il sedere ops !
soltanto il lato B dei loro capolavori.

 

Post Scriptum dedicato all’Architetto da ‘giardinetto’.

Altro esempio del culto perverso per il “lato B” che si nutre a Venezia
sono i sedili del cosiddetto “giardinetto “ a poppa di ogni vaporetto ACTV.

Il “giardinetto”, dopo la prora, che non sempre però offre sedili ai passeggeri,
sarebbe il posto migliore per godersi il panorama.

giardinetto 1giardinetto 3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma nel “ giardinetto “ i passeggeri devono sedersi (tranne 4 ricercatissime eccezioni)
volgendo le spalle (il proprio lato B) alla meraviglia unica al mondo, anzi unica nell’intero universo,
della sfilata dei palazzi sul Canal Grande.

“La vista incomparabile ci sarebbe, ma tu offrile il sedere !”
deve aver pensato il geniale architetto o nautic designer che ha disegnato questa assurdità.

 

4 Responses to “Il lato B sarà anche bello, ma non a Venezia !”

  1. Giorni fa ho pubblicato su FaceBook queste riflessioni con il titolo
    “Il Palio di Siena a Venezia”.

    Amo Venezia e amo i Senesi.
    Però non riesco a far amare la mia Venezia ai miei amici senesi.
    Oggi proverò a parlare di Venezia ai miei amici senesi in un linguaggio che solo loro possono capire.
    I miei amici di Siena arrivano a Venezia (in auto, bus o treno), si incolonnano in gregge verso san Marco,
    poi vagolano tra Rialto e i Frari e la Salute. Esausti si riposano dove capita, mangiano male, si fanno derubare
    e ripartono delusi da Venezia, felici di ritrovare al più presto la loro bellissima città.

    Cercare di spiegare ai miei amici senesi che Venezia è città nata sull’acqua, che vive sull’acqua
    e che DEVE essere vista dall’acqua è impresa disperata. Ti guardano, ti ascoltano, non capiscono.
    Li dissuade più che l’atavica paura del contadino per il mare – paura che il senese non conosce –
    la pragmatica considerazione che per vedere Venezia come va vista, dall’acqua e non camminando,
    si dovrebbe prendere la gondola, il taxi, il barchino o il vaporetto.
    E tutti questi natanti costano. Mentre camminare si cammina gratis.

    Magari per vincere il Palio i mei amici senesi si svenano e si indebitano per migliaia di Euro,
    ma per vedere Venezia no : risparmiano.
    Perciò i miei amici senesi vengono a Venezia e poi ne ripartono
    senza aver fatto almeno 10 volte da un capolinea all’altro (da Piazzale Roma al Lido e ritorno)
    in tutte le ore del giorno e della notte, in tutte le stagioni dell’anno, in tutte le condizioni meteo (alba, tramonto, nebbia, pioggia, neve)
    il percorso unico al mondo del Canal Grande. E se pernottano,
    ripartono senza aver vissuto almeno qualche ora in un palazzo con le finestre che si affacciano sullo smeraldo del Canal Grande.

    Ostinandosi a non guardare Venezia dall’acqua, i miei amici senesi non vedono Venezia,
    non capiscono nulla della magia del rapporto che ognuno di noi “veneziano”
    (“veneziano” sia perché c’è nato, sia perché ha il privilegio di viverci anche soltanto per qualche ora)
    ha con l’acqua e con la luce e con i mille riflessi che luce ed acqua mettono ogni istante in scena per te.

    Però i miei amici senesi capiscono il Palio : lo amano, lo vivono e lo fanno vivere da secoli.
    Allora carissimo amico Contradaiolo, immagina questo : oggi è il giorno del Palio. E’ il 2 luglio o il 16 agosto.
    Tu stai parlando ad uno che viene da fuori e che ti chiede come vedere, come capire, come vivere il Palio.

    Tu gli dici : “Ascolta, il Palio si corre stasera. Per vederlo bene dovresti pagare un terrazzo o un palco.
    Sì, puoi vederlo anche da Piazza, senza pagare, ma da un palco è un’altra cosa.
    Però per risparmiare tu fa come ti dico io. Non andare in Piazza stasera, risparmia i tuoi soldi. Sai che fai ?
    Il giorno del Palio vai in Piazza la mattina presto e ti vedi la “provaccia”.
    E’ come il Palio : la Piazza è quella, i cavalli sono quelli, anche i fantini ormai sono quelli. C’è la mossa, c’è il mortaretto … hai visto il Palio !”.

    Non dico di vedere almeno una delle altre 5 prove che pure qualcosa del Palio già ti mostrano, dico proprio la “provaccia”.
    La “provaccia” è il Palio ?!?
    Le vedo le facce dei miei amici senesi : inorriditi !
    Per i non senesi : la “provaccia” è la parodia di corsa che non si corre la mattina del giorno del Palio.
    Si va in Piazza con fantino e cavallo soltanto perché si deve andare in Piazza con fantino e cavallo,
    ma nessuna Contrada ha il minimissimo interesse a rischiare nulla visto che tra poche ore si corre il Palio, quello vero.

    Ecco : la faccia dei miei amici senesi mentre dicono o ascoltano che vedere la “provaccia” è come vedere il Palio,
    è la stessa mia faccia quando li sento dire che sì hanno camminato tanto e hanno visto Venezia.

    No : se hanno “camminato tanto” avranno visto calli, campi, anche chiese stupendissime e musei
    e la Piazza (bella quanto, anche se totalmente diversa, tutta eleganza qui, tutta emozione là, Piazza del Campo)
    avranno visto vetrine e ogni tanto scorci magici, ma non hanno visto Venezia.
    Venezia si vede solo dall’acqua.
    Come il Palio si vive solo al tramonto.

    La mia provocazione ha provocato da Siena molti commenti. Ne sintetizzo il contenuto così :

    Aggiungo un dettaglio non trascurabile. Per vedere il Palio un posto nei palchi migliori, proprio alla mossa, può costare fino a 4-500 Euro.
    Per vedere Venezia dall’acqua un biglietto nei posti migliori, a prua o nel ‘giardinetto’ di poppa del vaporetto, costa Euro 7,50 e vale per 75 minuti.
    Che se poi acquisti il biglietto che costa 20 Euro, puoi vedere Venezia dall’acqua su tutte le linee e a tutte le ore per 24 ore.
    E’ il modo migliore per vivere la magia di una città nata dall’acqua e che vive sull’acqua.

    Una carissima amica di Fontebranda controbatte :
    Comunque per vedere la Regata Storica quanto si spende ?

    Ho risposto :
    La “Regata Storica” si vede a gratis da tutte le rive e da tutti i pontili e da tutte le centinaia di barche ormeggiate ai due lati del Canal Grande,
    così come il Palio si vede a gratis (ma poco e male) da Piazza. Guarda però che, se mi leggi di nuovo,
    ti accorgerai che io non ho mai pensato di confrontare Siena e Venezia. Sottolineo : non ho mai pensato di confrontare Siena e Venezia.
    Ho cercato di condividere con i senesi che conosco e che amo, la magia di Venezia.
    Nessun confronto, nessun paragone : solo condivisione !

    Tu sai bene quanto io ami sia Siena sia Venezia anche per la loro assoluta diversità.
    Non a caso ho scelto di viverci e tu sai che non l’ho fatto certo al risparmio.
    Stamattina ho solo cercato di parlare ai miei amici senesi che vengono a Venezia e ne perdono la magia
    proprio come faresti tu con un amico veneziano che venisse a Siena
    e ti dicesse che “ha visto il Palio” perché ha visto la provaccia.

    Forse non sono riuscito ad esprimermi, ma quello che volevo dire era proprio soltanto questo :
    la “provaccia” non è il Palio e Venezia va vista dall’acqua.

  2. “Il lato B sarà anche bello, ma non a Venezia !”
    è uno spot già fatto (economico e forse da premio) per l’ACTV,
    la società che gestisce i vaporetti di Venezia.
    Si parte dal montaggio di alcune foto da library legate tra loro in dissolvenza.
    Le foto presentano code chilometriche di persone
    davanti ai più famosi e riconoscibili Musei di tutto il mondo.
    La macchina da presa in panoramica sulle fotografie percorre lentamente le code.
    Stacco. Macchina a mano : soggettiva di un turista che all’interno di un Museo
    si avvicina ad un famoso capolavoro (ovviamente, una copia).
    Giunto vicino al quadro però, il visitatore di cui noi siamo in soggettiva
    afferra la cornice e la gira per vedere il retro del capolavoro.
    Montaggio del retro di diversi dipinti, su tela e su tavola :
    di ognuno si vede sempre soltanto il retro. Non si vede l’opera d’arte.
    Stacco. Riprese dei più famosi palazzi di Venezia :
    la facciata sul Canal Grande, meravigliosa e magica;
    il retro del palazzo, spesso cadente e mai grandioso.
    Riprese dalla prua di un vaporetto che percorre il Canal Grande
    nelle diverse ore del giorno e della notte. La sfilata delle facciate dei meravigliosi palazzi che sorgono dall’acqua.
    “Un quadro va visto davanti. Venezia va vista dall’acqua”.

  3. paolo says:

    Caro Maestro,
    provo, per divertimento di Allievo scapestrato, a confutare il tuo teorema.
    Anche il lato B ha il suo fascino. A volte immondo. Ma specchio della vita vera.
    Senza la patina di sfarzo dei palazzi signorili.
    Angoli olezzevoli, rumenta (parola milanese, tanto per mettere un po’ anche della
    rinnovata e bella Milano tra Siena e Venezia) abbandonata, cani randagi, panni stesi…
    Venezia nelle calli è un po’ Genova, un po’ Napoli un po’ Palermo. E viva l’Italia!
    E comunque il “di dietro” ha funzioni primarie, si sa.
    E spesso nella vita quello che serve è avere un gran bel sedere.

    http://www.tiragraffi.it/2014/09/advintage-1984-il-lato-b-degli-anni-80/

  4. Franco Bellino says:

    Grazie, Paoletto.
    Condivido al 200%

    Ma per il ‘lato B’ di Venezia solo DOPO che avrò
    navigato da un capo all’altro il Canal Grande
    in tutte le ore del giorno e della notte
    in tutti i giorni dell’anno
    in tutti gli anni che mi restano da vivere.
    Franco

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