Et si omnes ego non.

 

Scendendo verso i Faraglioni, sul cancello di una villa a Capri trovi questa frase :

Villa Capri

Mi ha colpito la prima volta che l’ho vista tanti anni fa e da allora mi è sempre rimasta impressa.  “Anche se tutti, io no.”

Questa frase la sento mia, come se qualcuno avesse pensato e poi scritto per me

qualcosa che io da sempre sento profondamente prima ancora di saperlo e di dirlo.

 

Poi però, se vai su Wikipedia, scopri che molti altri, prima di me, ne hanno fatto una linea di guida per la propria vita e persino per la propria morte.

Pietro nel Vangelo (Matteo 26.33) dice qualcosa di simile, anche se poi in pratica farà tutto il contrario. I pochissimi eroici tedeschi che durante la feroce dittatura di Hitler osarono opporsi al nazismo ne fecero il loro motto.

La stessa frase è oggi in Italia il motto del Comando interforze per le operazioni delle Forze Speciali (COFS). Un filosofo italiano, Giuseppe Rensi  la volle sulla propria lapide.

Poi stamattina vedo sul sito del Neuberger Museum of Arts  del Purchase College, New York  (non chiedermi perché ci sono arrivato, non lo so) un’immagine, questa :

bricks

Questa immagine esprime perfettamente quel concetto : Et si omnes ego non.

Anche se tutti cadono, io non cado.

Ma c’è di più : questa immagine nel suo ritmo musicale (c’è musica in ogni immagine, devi solo guardarla abbastanza a lungo per darle il tempo di farsi ascoltare) visualizza proprio il procedere della frase : c’è un racconto, c’è un crescendo e c’è un finale :

Et ….. si ….. om ….. nes ….. e ….. go ………. NON !

bricks

Quell’ultimo mattone ritto, solido, immobile, scoglio contro cui inutilmente si frangono le ondate della storia e della vita, quell’ultimo mattone invincibile è una perfetta sintesi visiva di una intera filosofia di vita. Una sola immagine che vale un milione di parole.

La cosa più bizzarra è infine che l’immagine che mi entusiasma, che riassume come una fulminea folgorazione (satori) secoli di pensieri e di parole e di eroiche scelte di vita, quell’immagine non esiste. E’ assolutamente casuale.

Infatti è semplicemente un fotogramma scelto a caso da un film che tu puoi vedere qui :

https://www.youtube.com/watch?v=cfqVwDvAiJY

Il video di Donna Conlon e Jonathan Harker presentato al “Salon (inter) Nacional de Artistas” di Medellin nel 2013, dura soltanto 65 secondi , è un ininterrotto succedersi di mattoni che cadono inesorabilmente uno dopo l’altro con effetto domino.

Nel film l’immagine dell’ultimo mattone che resiste e rimane saldo in piedi non c’è.

Anzi c’è, ma non si vede, non si può vedere perché è soltanto uno dei 24 fotogrammi che scorrono in un secondo : 1/24esimo di secondo è impercettibile.

E’ stato soltanto un casuale (casuale ? esiste il caso ? e se esiste, è casuale ?) stop di fotogramma che creato questa immagine e l’ha offerta alla nostra attenzione. Nessuno delle migliaia di persone che hanno visto il film, l’ha mai vista.

Il film infatti vuole comunicare tutto il contrario : mostra come l’ineluttabile cadere di un mattone dopo l’altro sia inarrestabile. Nelle intenzioni dei suoi autori :  “Il film esprime come la distruzione di edifici tradizionali contribuisca alla trasformazione del paesaggio urbano panamense e alla perdita della sua eredità architettonica… L’effetto domino rende evidente come persino le aree più protette non sono protette da irreparabili alterazioni”.

E invece il caso ha voluto offrirci un messaggio assolutamente opposto.

bricks

Non è vero che non ci si può opporre alla massa : si può.

E se si può, forse, si deve.

Diciamo : si dovrebbe.

8 Responses to “Et si omnes ego non.”

  1. (Sono stato molto in dubbio se pubblicare o meno questo commento. Trovo irresistibile la comicità della locuzione sanitaria latina adattata al più politically s-correct dei gerghi contemporanei. Però se qualcuno giudica queste righe offensive o anche solo ineleganti, sono pronto a cancellarle immediatamente)

    Riflettendo sul ritmo di “Et .. si .. om .. nes .. ego…. NON !”
    ricordo l’amico carissimo Mario che spesso sentenzia :

    “Post prandium lento pede deambulare”.

    Beh, anche qui c’è un bel ritmo. Onomatopeico (si dice così ?).
    Rende cinematograficamente (audio+video) l’immagine che descrive.

    Post … pran … dium !
    Il pranzo è finito. Chiuso. Tu ti alzi.

    Leeeeen …. toooo … peeee …. deeee …..

    E’ proprio una camminata tranquilla, meditativa, digestiva.

    Deam …

    E’ un cerchio : ti sembra di vedere il frate che lentamente passeggia
    intorno al chiostro ….

    Deam … bu ….
    Magari si ferma … riflette … poi riprende il suo giro …
    Deam … bu… lare

    Vado su Wiki per controllare l’esattezza della citazione.:
    Trovo “Regole della Scuola Medica Salernitana”.
    (‘Regimen Sanitatis Salernitanum’ XII-XIII secolo, prima edizione a stampa 1480)

    Ecco la regola che prescrive una deambulazione post-prandiale :

    *Dopo pranzo o riposare o passeggiare lentamente.
    Post prandium aut stare aut lento pede deambulare.

    Beh, la mia citazione è quasi corretta. Senonché continuo per mio diletto la lettura
    delle prescrizioni di questi saggi clinici di tanto tempo fa: :

    •Durante il pranzo bevi poco e sovente.
    Inter prandendum sit saepe parumque bibendum.

    •Il cacio è buono se lo dai con mano avara.
    Caseus ille bonus quem dat avara manus.

    •Il finocchio apre lo stretto buco dell’ano.
    Foeniculum aperit spiraculum culi.

    ? ! ? ! ?

    Viene un dubbio : ma questi Medici Salernitani avevano già capito tutto ?

  2. Io no.

    Anche se tutti io no.
    Vogliono separare dall’Europa l’Italia. Dall’Italia il Veneto. Dal Veneto Venezia.
    Da Venezia-Mestre Venezia centro-storico.
    Potrebbero magari da Venezia centro-storico separare Rialto.
    Così quando gli altri veneziani vengono al mercato, ci pagano l’ingresso.
    Anche se tutti io no. Io non mi separo.
    Amo Giovanna.
    Non c’entra forse, ma ci tenevo a dirlo.

  3. Anche se tutti cadono, io sto.
    E’ bello pensare, è bello dire e soprattutto è bello comportarsi così.
    Però può anche capitarci di cadere.
    Giunge prezioso allora il suggerimento che ci regala il mitico Arrigo Cipriani
    nel suo ultimo libro : “Stupdt o l’arte di rialzarsi da terra.” (Feltrinelli 2014) :
    “Il paradiso non è di là, ma di qua. E’ qui, con noi, nella vita,
    che non è una cosa seria, ma è la vita.
    Cerchiamo di sorridere di noi, di tutto e a tutti i costi.
    Così sarà molto più facile rialzarci da terra”.

  4. Franco Bellino says:

    Forse ho sbagliato raccontando di aver visto la scritta “Et si omnes ego non” scendendo verso i Faraglioni sul cancello di una villa a Capri. Trovo proprio ora infatti un mio appunto che dice :”a Torcello su un cancello di fronte alla Locanda Cipriani, leggo : Et si omnes ego non.
    Capri o Torcello ? comunque due dei luoghi più amati su questo pianeta.

  5. Geronimo disse al presidente americano Theodore Roosevelt :
    “Grande Capo Bianco, tu sei alla guida di una nazione potente. Io rispetto la tua autorità.
    Ma tu sai che anche la più potente delle nazioni non potrà mai avere la forza di un uomo solo.”.
    “Etiamsi omnes ego non” : Geronimo non parlava latino e forse nemmeno inglese.
    Però “Etiamsi omnes ego non” l’aveva capito.

  6. Mario says:

    Ciao Franco ! E mo’ che ti dico? Sono felice che tu mi ritenga ancora in grado di partecipare alle tue proposte, gastronomiche, ridanciane e ..culturali.
    Che dire? Nonostante i nostri meravigliosi…sessant’anni (con gli inclusi acciacchini) i nostri modi di vivere, di pensare, divergono,
    ma sempre con immutato affetto.
    Sono afflitto dalla mia idiosincrasia per l’elettronica e l’informatica.
    Grazie a te ho trovato uno spiraglio nel mio “lento pede” sorridendo, avendoti vicino a ricordare frasi di doppio senso…
    tipo “cogito ergo sum, con coito ergo mum”.
    Ti abbraccio assieme a Ornella e trasmetti a Giovanna il desiderio di rivederci presto! Mario

  7. Hanno utilizzato la metafora del domino per invitare gli italiani a mantenere le distanze durante la pandemia. Con uno spot in cui l’ultima tessera si salva dalla caduta perché è adeguatamente distanziata dalla penultima.
    Comunque bravo Franco, è un piacere leggerti, come al solito.

  8. Franco Bellino says:

    Forse qui sopra la citazione corretta della Scuola Medica Salernitana sarebbe :

    Post prandium aut stare aut lento pede deambulare.

    Anche aggiungendo l’ipotesi della siesta – “stare” – la musicalità rimane tutta valida, anzi si arricchisce di un nuovo tema iniziale.

    Dopo pranzo o ti rilassi su un letto o una sdraio:

    staaaaaaaa ….. re

    è proprio un suono che si sdraia sulla “a” e si allunga e rimane dolcemente disteso, rinfrescato da una brezza leggera …..

    aut / oppure

    … aut lento pede deambulare : vedi qui sopra l’analisi della musicalità della lenta passeggiata postprandiale nella fresca ombra di un chiostro.

    Vivaldi, Liszt, Debussy : tutti i compositori di musica descrittiva ascolterebbero incantati.

    Oggi trovo un’altra soluzione musicale che il Latino ci regala.

    Tutte le volte che sto per scrivere qualcosa su FB, Giovanna mi stoppa : “No, non scrivere. Scripta manent …..”

    Anche questa è musica !

    Scripta manent, verba volant.

    Scripta… è difficile sia da scrivere sia da pronunciare
    Scr … ipt … è tutto un su e giù di linee e suoni …

    manent : è una pietra tombale …
    Non si discute : le parole che hai scritto lì sono e lì rimangono per sempre.

    Scripta manent. Punto.

    Verba .. “Verba” arriva con uno svolazzo … è un suono rotondo, il volo di una farfalla.

    E infatti : volant …

    Pronunci “volant” e le parole che hai appena detto non ci sono più … sono volate via.

    Gli scripta sono ancora lì, inchiodati al suolo, a ricordare per sempre – a te e al mondo – quello che hai incautamente osato scrivere.

    E i verba ? … I verba non ci sono più, sono volati via. Chi mai li ha detti ? chi mai li ha sentiti ?

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