A occhi chiusi. Sogno di un film.

Le cose veramente

importanti della vita

si vedono a occhi chiusi.

Il Vecchio a occhi chiusi sul molo :

Il Vecchio ci racconta, qualcosa che gli è successo, ma che forse ha sognato :

Cominciò tutto una mattina.
Il sole era alto e io lo vedevo ad occhi chiusi.
Arrivò un Bambino ..

Il Bambino a occhi chiusi :

Cominciò tutto una mattina.
Il sole era basso.. sotto di me .
Io lo vedevo .. ad occhi chiusi .

foto capitolo 1

 

.. scopriamo che  il Bambino è su un aereo che vola alto in quota.

Il Bambino si gode a lungo ad occhi chiusi la luce del sole che è improvvisamente apparso giù in basso, al disotto delle nuvole.
Poi apre lentamente gli occhi e osserva a lungo, incantato, il sole che illumina candide nuvole, agitate e maestose come un immobile mare in tempesta.

Il Bambino chiude sorridendo gli occhi e appare il titolo :

 

                                                                                 A Occhi Chiusi


1

Sgualcite foto in bianco-e-nero: un accampamento di nomadi nelle steppe dell’Asia Centrale. Povere tende.. visi segnati dal sole.
Una famiglia sorridente accanto a un Bambino molto fiero del suo aquilone.
L’aquilone è più grande del Bambino, che lo abbraccia come un prezioso compagno di giochi.

Il Bambino su un cavallino al galoppo trascina dietro di sé l’aquilone alto nel cielo.

Queste immagini, a lungo osservate, sfocano poi in un turbine di candide nuvole..

Salendo attraverso uno strato fitto di nuvole, ecco – con una sensazione di improvvisa e liberatoria emersione – l’immenso cielo aperto.

 

Il Bambino delle foto è ora con il naso schiacciato contro il finestrino di un aereo che vola alto in quota.

Il Bambino è tutto solo sul sedile. Tiene stretto a sé, e non cede alla hostess che pure glielo chiede gentilmente, un sacco di ruvida tela.

Visto dall’alto il paesaggio muta lentamente.. l’aereo ora si abbassa.
Ecco il mare scintillante… poi un’immensa laguna.. e nella laguna stranissime isole, dalle forme rotonde, come immense foglie di loto …
e una città che galleggia sull’acqua !

Il Bambino vede e fa tutto per la prima volta in vita sua, come un marziano al suo primo ‘incontro ravvicinato’ con la civiltà dei ‘terrestri’.

Scopre via via :

- le strutture  avveniristiche (scale mobili e passatoie semoventi.. vetrate che si aprono da sole..) di un aeroporto internazionale..

- una strada fatta di acqua, ai cui lati sfilano palazzi fiabeschi.. e un mare verdissimo percorso da  barche ricurve come una falce di luna ….

- l’ascensore di un grattacielo che sale in un lampo, e senza fatica, fin quasi in cielo..

- una camera bellissima.. un letto.. e la stanza da bagno, dove l’acqua c’è sempre, scende fredda e persino calda !

- il tavolo lunghissimo stracolmo di cibi del ristorante self- service, dove si può prendere tutto, mangiare quanto si vuole ! …

 

Il Bambino guarda tutto con gli occhi sgranati ed il misterioso sacco sempre ben stretto al petto.
Lo tiene sempre accanto a sé : a portata di mano, su uno sgabello, persino quando è immerso nella tiepida e profumata acqua della vasca da bagno..
stretto al petto, persino mentre esplora coscienziosamente le appetitose offerte del ricchissimo buffet.

 

Il Bambino si avventura da solo fin sulla riva del mare.

Osserva a lungo le onde che vengono dal largo e si frangono dolcemente proprio davanti ai suoi rozzi scarponcini.

Poi si incammina lungo la riva verso un molo di pietra che sembra protendersi lontano, fino in mezzo al mare.

 

2

Sulla punta estrema del molo – ad osservare i variopinti barconi da pesca

che rientrano verso il porto-canale – c’è un Vecchio.

Da qualche anno il Vecchio trascorre lì la sua giornata.

Un tempo aveva navigato, persino gli oceani.. poi era stato pescatore.

Ora è troppo Vecchio, dicono, non può più andare per mare ..

foto capitolo 2

Il Vecchio vede con sorpresa una insolita animazione sulla spiaggia.

Di solito in questa stagione non c’è nessuno. Oggi invece arrivano tipi strani.. sistemano strani oggetti..
si muovono come se avessero per la testa qualche stramba idea.
Il Vecchio è stupito, incuriosito. Anche un po’ seccato da questa novità che viene a turbare i ritmi immutabili della sua giornata.

Chiede al simpatico Bambino che si è fermato proprio davanti a lui, stringendo tra le braccia un logoro sacco, che cosa stia succedendo.

Scopre così che il Bambino non capisce il suo dialetto.. non capisce nemmeno l’italiano.. non capisce proprio nulla.
Però è simpatico.

Così, senza capire assolutamente nulla l’uno dell’altro, il Vecchio e il Bambino iniziano una bella conversazione.

E’ un dialogo fatto di parole incomprensibili.. timidi gesti.. buffe invenzioni.. disegni improvvisati e foto sgualcite religiosamente conservate…

Il Bambino racconta al Vecchio da dove viene. Gli spiega perché lui è proprio lì  : tra poco il cielo sarà pieno di aquiloni.. lassù.

Il Vecchio e il Bambino – come due vecchi amici – guardano a lungo insieme il cielo.

Ed ecco nel cielo volteggiare un gabbiano.

 

Il Vecchio prende non si sa da dove un pesce freschissimo e lo porge al Bambino perché sia lui ad offrire il pesce al gabbiano.

Il gabbiano si avvicina, ma non accetta il pesce dalle mani del Bambino.

Il Vecchio spiega al Bambino :

Vedi, lui è fatto così.. Il pesce se lo pesca da solo, quanto ne vuole.

Da me lo prende, ma è per farmi un piacere..

per farmi sentire importante.

 

Il Bambino ascolta silenzioso questo lungo discorso : in realtà solo un confuso borbottio in stretto dialetto romagnolo. Però capisce.

Infatti restituisce il pesce al Vecchio che lo lancia o lo porge al gabbiano nel modo che solo loro due, il Vecchio e il gabbiano, sanno.

Il gabbiano afferra al volo il suo pesce e scompare nel cielo …

 

 

3

Il gabbiano in volo nel cielo.

E’ un giovane gabbiano : forte, coraggioso, abile pescatore. Non ha compagna, non ha amici.
Solo l’appuntamento quotidiano con uno strano umano, solitario come lui, che come lui ama il cielo e il vento e il mare.
Da lui accetta uno strano gioco: un pesce che il gabbiano prende al volo – anche se non ha fame – dalle mani dell’umano.
Gli piace giocare con quello strano essere : è un amico, però non sa volare.

(Noi rivediamo ora esattamente la stessa sequenza già vista poco fa.
Ora però è tutta dal punto di vista del gabbiano : dall’alto e con le sensazioni ed il linguaggio del gabbiano –
mentre prima era dal basso e con il linguaggio del Vecchio).

Il gabbiano è solo e plana dolcemente a lungo, senza battere le ali, nella brezza.

Si muove come un re.. è padrone assoluto del cielo, della terra e del mare sotto

di lui.

foto capitolo 3

Improvvisamente il gabbiano vede alzarsi in volo dalla spiaggia un uccello mai visto.
Strani colori, stranissima forma, incomprensibile linguaggio e assurdo modo di volare.

Il gabbiano si avvicina.. vola intorno allo strano uccello un po’ incuriosito ed un po’ minaccioso.

Non sa se scacciare l’intruso dal suo territorio o fare amicizia.

 

Ma ecco alzarsi da terra un altro strano uccello ed un altro, un altro ancora.

In breve tutto il “suo” cielo è invaso da una moltitudine di ridicoli, ma anche inquietanti, uccelli coloratissimi.
Volano talora come goffi polli da cortile e a volte invece eseguono nel “suo” cielo acrobazie mai viste prima.

 

4

Sulla spiaggia il Bambino apre l’inseparabile sacco.
Poi con gesti lenti e sapienti fa ”nascere” un aquilone.
E’ un’operazione all’inizio lenta e misteriosa. Poi via via più rapida e gioiosa,
che il Bambino compie assolutamente solo e in totale concentrazione.

Eppure tutto intorno a lui è una folla di personaggi, i più strani ed imprevedibili.
Barbuti neozelandesi.. thailandesi in impeccabile completo di giacca bianca..
un vecchissimo giapponese che disegna ideogrammi sul suo aquilone..
una banda di inglesi che compone e scompone nel cielo forme di caleidoscopio…

C’è di tutto : materiali usati per tradizioni millenarie e materiali  di sofisticatissima tecnologia, direttamente mutuati dalla ricerca e dal volo spaziale.

E c’è adesso nel cielo l’aquilone del Bambino.

Ha iniziato il suo volo prima timidamente, quasi i goffi tentativi di un Bambino che impara a camminare. Poi sempre più su e più sicuro.

foto capitolo 4

L’aquilone del Bambino è semplicissimo. Una di quelle idee che, quando si vedono realizzate, ognuno di noi dice : ma perché non ci ho pensato io ?

E’ povero, fatto con materiali tradizionali. Forse ha persino qualche toppa, qualche tenera e patetica evidenza delle sue origini.
Sicuramente non è l’aquilone più bello, non è il più grande, non è il più originale :
ma certo quell’aquilone ha un modo di volare (o forse un canto) diverso da ogni altro.
Quando è alto nel cielo, l’aquilone è  il Bambino.
La forma e i colori di quell’aquilone, il suo volo, la sua danza nel cielo sono il volo e la danza del Bambino,
la più vera espressione dei suoi sogni e della sua personalità.
Da terra con gli occhi del Bambino, e poi dal cielo con gli occhi del gabbiano,
vediamo intrecciarsi mille e mille colori, le forme più strane, i voli più arditi.

Ma improvvisamente.. gli aquiloni non ci sono più.

5

Gli aquiloni non ci sono più perché non c’è più il vento.

Il vento è sempre protagonista : lo è quando c’è, perché rende vivi gli aquiloni.

E lo è ancora di più adesso che manca.

Gli aquiloni sono tutti a terra. Senza vento, gli uomini sono impotenti.
Qualche buffo personaggio (un manager con la famiglia, in visita-lampo prima del ‘meeting’  successivo..
un presentatore televisivo stravolto perché lui “ha la diretta a quest’ora precisa e non può sforare nemmeno di dieci secondi”)
protesta perché non si sta rispettando l’orario prestabilito.

Il vento, con la sua assenza, fa incontrare e scontrare la saggezza

dell’appassionato di aquiloni e l’ottusità dell’uomo contemporaneo,

incapace di accettare l’aleatorietà di un fenomeno naturale.

 

Il vento non c’è.

Si incontrano e si scontrano i metodi più diversi per la ricerca del vento :

le stazioni meteo dell’aeronautica.. i satelliti.. la previsioni su Rete.. persino collegamenti con le avveniristiche stazioni spaziali della Nasa …

 

Il Bambino invece va dal Vecchio.
Il Vecchio ha suoi misteriosi riti .. vede e legge nel cielo e sul mare
(cielo e mare che nessuno, tutti presi ormai dai monitor e dai satellitari, sa più guardare e ascoltare e leggere)
segni misteriosi : presagi.

Sente ad occhi chiusi la voce del vento. E sa chiamarlo.

 foto capitolo 5

Adesso solo il gabbiano vola alto nel cielo.

Lui solo, lui unico vero signore del suo spazio perché lui solo

è indipendente dal vento, che pure conosce e rispetta.

Ma non dipende da lui, come non dipende da nessuno.

 

 

6

Il gabbiano vola alto nel cielo.
Vola ancora molto tempo dopo che il cielo è diventato tutto rosso.. e poi viola e infine di un profondo blu cobalto.
Vola solo nel cie–

… no : ecco salire nel cielo, più in alto di lui, l’aquilone del Bambino !

 

Il Vecchio e il Bambino – unici tra tutti – hanno scoperto il luogo dove si nasconde il vento.
Sono soli, nel paesaggio lunare delle saline abbandonate in riva al mare.
Soli nella splendida notte di luna.

Su nel cielo di velluto l’aquilone ed il gabbiano iniziano una misteriosa danza d’amore.
Si avvicinano.. si allontanano.. si cercano e si sfuggono.

foto capitolo 6

Non una parola.

Solo il canto dell’aquilone (ogni aquilone ha una sua voce : basta saperla ascoltare, basta amarne il linguaggio)
e il canto del gabbiano (ogni gabbiano parla attraverso il suo volo e sa dir tutto, anche le più tenere sfumature, attraverso un battito d’ali o una cabrata).

Solo la musica, la musica del vento, accompagna la danza d’amore del gabbiano e dell’aquilone.

 

Dimenticato tutto, il mare e le saline, il Vecchio e il Bambino (spettatori silenziosi – insieme alla luna e alle stelle – di questa magia),
l’aquilone e il gabbiano si amano nel cielo.

 

7

Il cielo è ora improvvisamente luminoso e sereno e soprattutto è vivo di vento.

E’ come se l’aquilone del Bambino avesse conquistato anche il Vento, persuadendolo a venire dove tutti lo attendono.

E’ il grande giorno.

Sulla spiaggia ci sono tutti. E nel cielo volano mille e mille aquiloni : i più grandi e i più piccoli.
E vola anche l’aquilone del Bambino che non è nè il più grande, ne il più bello, nè il più agile :
però ha un modo di volare (o forse un canto) diverso da ogni altro aquilone.
C’è anche, però in disparte, il Vecchio. Nessuno lo nota.

Tutti notano invece un gabbiano che improvvisamente appare nel cielo e sembra cercare, tra mille e mille aquiloni, uno solo : l’aquilone del Bambino.
E tutti vedono che il gabbiano inizia proprio con quell’aquilone una incredibile mai vista danza d’amore.

foto capitolo 7

E’ qualcosa di magico. Il Bambino come un piccolo dio è al centro dell’attenzione e dell’ammirazione di tutti.

Tutti se ne accorgono : tutti sentono che quel Bambino con il suo aquilone
sta scrivendo nel cielo, in un linguaggio universale, una poesia meravigliosa.

 

Ma improvvisamente..      Ohhhhhhhh..

un grido di delusione si alza da mille e mille persone.

 

Spezzato il filo, l’aquilone del Bambino adesso vola libero nel cielo e il gabbiano gli volteggia intorno.
Il Bambino – commiserato dai supertecnologici – lascia cadere sulla sabbia il rocchetto da cui pende il filo spezzato.

Aquilone e gabbiano scompaiono insieme verso il mare.
Nessuno da terra  li vede più.

Ma noi vediamo aquilone e gabbiano continuare la loro libera danza d’amore nel cielo, sempre più lontani, sempre più in alto.
8

La spiaggia è tornata deserta.

Gli aquilonisti giunti da tutto il mondo sono ripartiti. Il cielo è vuoto.

Il Vecchio, solo sulla punta estrema del molo, attende il gabbiano.

Come sempre ha un pesce fresco per lui. Ma il gabbiano non appare.
Il Vecchio improvvisamente sorride.

Forse ha scoperto il segreto per farlo tornare.
E’ uno strano sorriso il suo : sulla pelle rugosa bruciata dal sole, dalla salsedine, dalle burrasche di una vita e dalle cicatrici del tempo,
il suo sembra il sorriso di un Bambino.

foto capitolo 8

Ed ecco le rozze mani del Vecchio pescatore impegnate in stranissime operazioni :
distendono con delicatezza fogli di fragile carta velina.. tagliano sottili  striscioline di canna …

Con il suo radioso sorriso infantile, il Vecchio sta costruendo un aquilone per il gabbiano.

 

Improvvisamente, proprio mentre taglia con delle minuscole forbicine

il filo dell’aquilone ormai completato, il Vecchio si blocca.

Guarda a lungo attentamente, l’estremità del filo che ha appena tagliato.

 

.. ecco, tra le mani del vecchio – molto tempo prima – l’estremità di un altro filo
che il vecchio ha appena raccolto dalla sabbia dove il bambino l’ha lasciato cadere.

E’ il filo che legava l’aquilone del bambino nel grande giorno.
E’ il filo che si era improvvisamente spezzato ….

Allora il Vecchio chiude gli occhi e ricorda.
Anzi, non ricorda : rivede.
Anzi, non ri-vede : vede per la prima volta.

 

9

 

Ecco di nuovo, esattamente come allora, il grande giorno.

Sulla spiaggia ci sono tutti. E nel cielo volano mille e mille aquiloni : i più grandi e i più piccoli.

E vola anche l’aquilone del Bambino che non è né il più grande, né il più bello, né il più agile :
però ha un modo di volare (o un canto) diverso da ogni altro aquilone.
C’è anche, però in disparte, il Vecchio. Ma nessuno lo nota.

Tutti notano invece un gabbiano che improvvisamente appare nel cielo e

sembra cercare, tra mille e mille aquiloni, uno solo : l’aquilone del Bambino.
E tutti vedono che il gabbiano inizia proprio con quell’aquilone una incredibile mai vista danza d’amore.

E’ qualcosa di magico.

Il Bambino come un piccolo dio è al centro dell’attenzione e dell’ammirazione di tutti.

 

Il Bambino è commosso da ciò che il gabbiano sta facendo per conquistare l’aquilone.

Rapidissimo, senza che nessuno lo veda, il Bambino taglia con una minuscola forbicina il filo del suo aquilone :

filo spezzato

dettaglio filo spezzato

rinuncia a ciò che ha di più caro e più prezioso per lasciare che se ne vada, libero nel cielo, insieme al gabbiano innamorato.

Un gesto che nessuno ha visto, un gesto che nessuno avrebbe mai potuto immaginare,
un gesto che solo ora ad occhi chiusi il Vecchio vede.

 

Ohhhhhhhh..

un grido di delusione si alza da mille e mille persone.

 

Tagliato il filo, l’aquilone adesso vola libero nel cielo e il gabbiano gli volteggia  intorno :
esprime tutta la sua gioia con un repertorio mai visto di acrobazie aeree.

 

Il Bambino lascia cadere sulla sabbia il rocchetto da cui pende il filo

che proprio lui ha tagliato … e guarda a lungo il suo aquilone e il gabbiano innamorato allontanarsi per sempre nel cielo.

Il Bambino non è triste. Anzi : sorride.

foto capitolo 9

 

Aquilone e gabbiano scompaiono insieme verso il mare.
Nessuno da terra  li vede più.

Ma noi vediamo aquilone e gabbiano continuare

la loro libera danza d’amore nel cielo, sempre più lontani, sempre più in alto.

 

Passano accanto al campanile di San Marco …

volano altissimi al disopra delle Alpi scintillanti nel sole..

sono per un attimo attorno alla Tour Eiffel e poi, subito dopo, sull’immenso oceano …

sfiorano la Statua della Libertà e continuano attraverso le rosse rocce del Grand Canyon

oltre il Pacifico ..

al disopra dell’unica opera umana che si veda dalla Luna : la Grande Muraglia cinese …

 

il Bambino guarda alto nel cielo, con gli occhi ben chiusi, e sorride …

 

.. l’aquilone e il gabbiano sono ora nel cosmo … tra stelle e galassie …

 

.. il Vecchio ad occhi chiusi guarda il cielo stellato e sorride.

 

 

Nell’istante in cui il Vecchio apre lentamente le palpebre

e ci guarda con occhi che sorridono di infinita comprensione e tenerezza,

il sogno svanisce.

 

 

 

2 Responses to “A occhi chiusi. Sogno di un film.”

  1. La storia continua con “A occhi chiusi”. Anche i sogni hanno un back-stage ?

  2. Franco Bellino says:

    Just in case Steven Spielberg is passing by :

    Eyes Wide Shut. Not even Kubrick flew so high.

    With closed eyes, an Old Man looks towards the sun.
    With closed eyes, a Child looks towards the sun.

    With
    Closed Eyes

    The Child is in heaven, flying from the lonely Tibetan plateaus towards Venice.

    Everything is new for the small Tibetan Child.
    He has never been in an airplane, never seen an airport.. an elevator ..
    a city floating on the water: Venice.

    For the Old Man, the unusual liveliness of the beach
    at the Venice Lido in these first days of March is a novelty.
    He doesn’t know it, but
    the Italy World Kite Festival (March 5-14, 1999)
    is being set up.

    The Child and the Old Man meet on the pier.
    The Old Man is the friend of a Seagull that will accept from him,
    but only from him, the offer of a fish.
    The Child is in Venice by himself, with his lovely Kite.

    The Seagull, as he flies, is greatly surprised to see his sky invaded
    by hundreds of gorgeously coloured kites. His curiosity is aroused.
    But he is unable to communicate with these strange birds.

    The Child and the Old Man, however, understand each other perfectly
    even though one speaks Tibetan and the other an Italian dialect.

    A great crowd of the strangest and most unpredictable characters is on the beach. Bearded New Zealanders.. Thais in national costume with impeccable white jackets..
    an ancient Japanese man painting ideograms on his kite…

    There is absolutely everything: traditional materials used for centuries
    and high-tech state-of-the-art materials developed by research and influenced by space flight.

    Suddenly, the kites disappear. There is no more wind.

    On the beach, the most diverse methods are being used to look for the wind:
    a weather station, the airforce… satellites… on-line predictions…
    even hook-ups with NASA space stations…

    But the Child goes to the Old Man.
    The Old Man can read mysterious signs in the sky and the sea.
    With closed eyes, he feels the voice of the wind.

    The Seagull is flying high in the sky.
    He flies long after the sky has turned red, then purple… and finally a deep cobalt blue.
    He is flying alo…
    … No !

    There rising higher, even higher than the Seagull, is the Child’s kite.

    The Old Man and the Child – the only ones – have discovered the wind’s hiding-place.
    They are alone in the moonscape of the abandoned saltworks by the sea.
    The Seagull flies around the Kite: he tries to win its heart.
    Only the Moon and the stars are witness to the Seagull’s poetic dance of love with the Kite.

    It’s the most important day of the International World Kite Festival.

    There are thousands of spectators on the beach. Hundred of kites fill the sky.
    The Child’s kite is up there too.
    It’s not the largest, not the most beautiful, not the most agile,
    but it flies differently than any other kite.

    The Old Man is off to the side. No one notices him.
    But everyone notices the Seagull that unexpectedly appears in the sky.

    It seems to be looking for just one Kite among the hundreds: the Child’s kite.

    And everyone sees that the Seagull begins an incredible courting dance,
    never seen before, with exactly that Kite.

    It’s magical.
    But suddenly…
    Ohhhhhhhhh..
    … the string attached to the Child’s kite snaps.

    The Kite flies free and the Seagull swoops around and around it.
    The Kite and the Seagull disappear together over the sea.
    No one can see them anymore ..

    Now the beach is deserted.
    The kite-flyers, who came from all over the world, have left. The sky is empty.
    The Old Man, alone on the very end of the pier, is waiting for the Seagull.
    As always, he has a fresh fish for him. But the Seagull does not come.
    The Old Man smiles unexpectedly.

    The gnarled hands of the Old Man delicately spread out sheets of fragile tissue paper…
    and cut thin strips of reed.. His childlike smile is radiant as he makes a kite for the Seagull.

    Then, as he’s cutting the string of the finished kite with a tiny scissors,
    the Old Man suddenly freezes.

    He looks long and carefully at the end of the string he’s just cut.

    … and there, in the Old Man’s hands – but long before –
    is the end of another string that the Old Man has just plucked out of the sand.

    It’s the string attached to the Child’s kite on that special day.
    It’s the string that snapped without warning…
    Then the Old Man closes his eyes and remembers.
    No, not remembers, resees.
    No, not resees, he really sees for the first time.

    It’s the most important day of the International World Kite Festival.

    There are thousands of spectators on the beach. Hundreds of kites fill the sky.
    The Child’s kite is up there too. It flies differently than any other kite.
    The Old Man is off to the side. No one notices him.

    But everyone notices the Seagull that unexpectedly appears in the sky.
    It seems to be looking for just one Kite among the hundreds:
    the Child’s kite. And everyone sees that the Seagull begins an incredible courting dance,
    never seen before, with exactly that Kite,

    The Child is moved by what the Seagull is doing to win the Kite’s heart.
    So quickly that no one sees, the Child cuts the Kite’s string with a tiny scissors:
    he gives up what was most dear and precious
    to let it go free in the sky with the love-struck Seagull :

    Ohhhhhhh..
    a cry of disappointment rises from thousands of throats.

    The string is cut.
    The Kite flies free, and the Seagull swoops around it,
    expressing all his joy with a repertoire of astounding aerial acrobatics.

    The Child lets fall the spool from which the cut string is dangling ..
    the Old Man picks it up from the sand.

    For a long time, the Child watches his Kite and the smitten Seagull
    as they disappear forever in the sky.

    The Child is not sad. Not at all. He’s smiling.

    The Kite and the Seagull disappear together over the sea.

    They are no longer visible from the beach.
    But we can see the Kite and the Seagull flying away
    on their poetic dance of love and freedom,
    farther and farther away, higher and higher in the sky.

    They fly past St. Mark’s belltower …they fly high over the Alps sparkling in the sun..
    for a moment they’re near the Eiffel Tower and then, immediately after,
    over the immense ocean… they brush past the Statue of Liberty
    and fly through the red walls of the Grand Canyon … beyond the Pacific…
    high over the one work of man visible from the Moon: the Great Wall in China…

    with closed eyes, the Child looks up at the Tibetan sky and smiles…

    .. now the Kite and the Seagull are in the cosmos… swooping among the stars and galaxies…

    .. with closed eyes, the Old Man looks towards the starry heavens and smiles.

    The moment the Old Man slowly opens his eyes and looks at us with a smile
    of infinite understanding and tenderness, the dream vanishes.

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